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Premio Robert Wenner

Grazie a un legato del ginecologo basilese Robert Wenner, deceduto nel 1979, la Lega svizzera contro il cancro ha la possibilità di conferire, come riconoscimento per lavori di ricerca di elevato valore scientifico, il premio Robert Wenner a giovani ricercatori di età inferiore ai 45 anni. Il premio è dotato di 100'000 franchi. I premi assegnati in Svizzera riguardano tutti i settori della ricerca contro il cancro. Il premio è stato conferito per la prima volta nel 1983.

La valutazione delle candidature e la scelta del vincitore è di competenza della Commissione scientifica. Le persone premiate ricevono 80'000 franchi come contributo per un progetto di ricerca in corso e 20'000 franchi di cui possono disporre liberamente.

Il premio Robert Wenner va a Michele De Palma

La Lega svizzera contro il cancro assegna a Michele De Palma il premio di 100 000 franchi per giovani ricercatori. Con le sue ricerche De Palma ha contribuito ad una migliore comprensione delle complesse interazioni che hanno luogo nelle vicinanze dei tumori.

Il fatto che un tumore possa essere bloccato e neutralizzato dal sistema immunitario dell'organismo oppure che cresca e si diffonda tramite le metastasi, non dipende solo dalle cellule tumorali ma anche – e in maniera decisiva – dalle cellule situate nelle immediate vicinanze del tumore. Le cellule limitrofe, infatti, formando nuovi vasi sanguigni, possono contribuire ad alimentare a sufficienza le cellule tumorali in rapida riproduzione. Le cellule limitrofe sono anche in grado di creare una cosiddetta zona immunosoppressiva, nella quale le cellule tumorali sono protette dagli attacchi del sistema immunitario.

Nuovi obiettivi di attacco

I risultati delle ricerche che il biologo Michele De Palma ha svolto presso il Politecnico federale di Losanna mostrano che questi due aspetti – l'apporto di sangue e la protezione dalla risposta immunitaria – sono collegati più strettamente di quanto si pensasse finora. Già durante il suo lavoro di dottorato, De Palma ha scoperto una nuova classe di cellule immunitarie – i cosiddetti macrofagi TE (TEM) – che rilasciando messaggeri favoriscono la formazione di vasi sanguigni. Siccome i TEM svolgono anche un'azione immunosoppressiva, sono considerati nuovi obiettivi nella lotta contro il cancro.

Collegamento tra la formazione di vasi sanguigni e reazione immunitaria

Recentemente il team di De Palma ha reso noto un altro collegamento funzionale tra la formazione di vasi sanguigni e la reazione immunitaria (*). Quando, nel corso di esperimenti sui topi, i ricercatori hanno bloccato con speciali anticorpi la formazione di nuovi vasi sanguigni, hanno osservato che successivamente più cellule immunitarie penetravano nel tumore. E poiché l'entità di questa cosiddetta infiltrazione è decisiva per l'efficacia dei nuovi farmaci immunoterapeutici – i cosiddetti inibitori del checkpoint immunitario – in alcuni studi clinici si sta attualmente testando la combinazione di principi attivi che da un lato ostacolano la formazione di nuovi vasi sanguigni e dall'altro attivano le cellule immunitarie.

(*) Schmittnaegel M, Rigamonti N, Kadioglu E, Cassará A, Wyser Rmili C, Kiialainen A, Kienast Y, Mueller HJ, Ooi CH, Laoui D, De Palma M. Dual angiopoietin-2 and VEGFA inhibition elicits antitumor immunity that is enhanced by PD-1 checkpoint blockade. Sci Transl Med. 2017;9. pii: eaak9670.