Eliane Herrmann, in occasione della Giornata mondiale contro il cancro viene lanciata una nuova campagna. Qual è il suo obiettivo?
Eliane Herrmann: Con questa campagna abbiamo voluto creare un'immagine più diretta, chiara e vicina alle persone rispetto al passato. Al centro ci sono persone colpite dal cancro: esse creano vicinanza e un legame emotivo con i malati, i loro familiari e il grande pubblico. Il tono è volutamente sicuro di sé, aperto ed empatico.
Allo stesso tempo, la campagna mette in evidenza l'ampiezza della nostra offerta di consulenza e sostegno. Perché l'aiuto può essere efficace solo se si sa che esiste. La Lega contro il cancro è sinonimo di orientamento, competenza e speranza. È il primo punto di riferimento per il sostegno relativo al cancro. Questa campagna ci avvicina alle persone e porta il nostro aiuto dove è necessario.
È stato difficile trovare persone colpite dal cancro disposte a partecipare alla campagna?
È stato sorprendentemente facile. Molte persone si sono offerte spontaneamente o hanno accettato immediatamente perché volevano restituire qualcosa. Desideravano condividere le loro esperienze per incoraggiare gli altri, fornire loro una guida e dimostrare loro che non sono soli. Quasi tutte hanno a loro volta ricevuto sostegno dalla Lega contro il cancro: tramite consulenze, corsi, assistenza o incontri con altri pazienti. Questo le ha motivate ulteriormente a condividere il proprio volto e la propria storia. La loro apertura, il loro impegno e la loro motivazione mi hanno molto colpito.
Come avete effettuato la selezione?
Fin dall'inizio per noi era importante che i partecipanti potessero identificarsi veramente con il messaggio, con l'emozione o il concetto del loro soggetto. L'autenticità era fondamentale: nessuno doveva recitare un ruolo. Allo stesso tempo volevamo rappresentare la realtà del cancro nel modo più vario e realistico possibile. Per questo abbiamo volutamente incluso prospettive diverse: diverse le fasce d'età e le regioni di provenienza, diversi i decorsi della malattia. Il risultato è un quadro esaustivo che si avvicina alla realtà che stanno vivendo molte persone colpite, raccontata da persone reali con le loro storie ed esperienze personali.
La campagna utilizza termini come «cancro e stanchezza», «cancro e lotta» o «cancro e dignità». Perché?
Il cancro è più di una diagnosi medica, la malattia comprende un intero spettro di sentimenti. Ogni persona colpita vive il cancro in modo diverso: con stanchezza, rabbia o disperazione, ma anche con forza, dignità o come una sfida. Abbiamo voluto rendere visibile questa diversità. Il cancro ha molte facce e non esiste un modo giusto o sbagliato di affrontarlo. I nostri concetti danno spazio a esperienze diverse e trasmettono il messaggio: vale quello che tu provi. E soprattutto: non sei solo, la Lega contro il cancro è al tuo fianco.
Qual è il valore aggiunto degli influencer che hanno accompagnato i servizi fotografici?
Tutti gli influencer coinvolti hanno un legame personale con il cancro. Conoscono la realtà di una diagnosi, i cambiamenti nella vita quotidiana e il bisogno di sostegno, nella veste di persone colpite direttamente o come familiari. È esattamente questo che li rende le voci giuste per questa campagna. Da anni parlano apertamente di argomenti intimi nelle loro «community» e godono di grande fiducia. Il loro raggio di diffusione porta i nostri messaggi dove le persone li percepiscono realmente: nei feed quotidiani, nelle conversazioni e nelle community di fiducia.
Gli influencer possono costruire ponti tra le nostre offerte e coloro che ne hanno bisogno, e lo fanno con grande sensibilità. Il loro impegno aiuta a sfatare il tabù del cancro e a rendere visibile il sostegno, vicino alla realtà della vita.
Quanto sono importanti i social media per la campagna?
Ci consentono di raggiungere persone che difficilmente riusciremmo a coinvolgere attraverso i canali tradizionali, in particolare i giovani malati di cancro, i loro familiari e le persone che si informano o comunicano online. Siamo presenti consapevolmente su diverse piattaforme, perché ogni comunità virtuale ha le sue peculiarità. I social media ci consentono di fornire informazioni sulle nostre offerte in modo semplice, rapido e diretto, proprio dove le persone cercano oggi sostegno.
Allo stesso tempo, possiamo condividere storie e prospettive che creano vicinanza, toccano il cuore e forniscono un orientamento. Questa autenticità è una componente strategica centrale della nostra campagna.