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Lega contro il cancroCoronavirus e cancro: domande e risposte

Coronavirus e cancro: domande e risposte

Qui trova un elenco tematico delle domande più frequenti sul coronavirus. Non La lasciamo sola, neppure in tempi di distanziamento sociale. In caso di domande sul coronavirus, telefoni alla Lega contro il cancro del Suo Cantone o della Sua regione o alla Linea cancro (0800 11 88 11).

(Ultimo aggiornamento: 19 novembre 2021)

Vaccinazione

La Lega contro il cancro, in linea di principio, raccomanda alle persone ammalate di cancro di vaccinarsi contro il coronavirus. Tuttavia, la decisione e il momento migliore per una vaccinazione devono sempre essere concordati con l'oncologo curante.

I pazienti affetti da cancro sottoposti a terapia immunosoppressiva devono essere vaccinati?
Anche i pazienti con terapia immunosoppressiva possono vaccinarsi. Secondo le conoscenze attuali, è possibile tuttavia che rispondano meno bene alla vaccinazione a causa dell'immunosoppressione e non siano in grado di costruire una protezione immunitaria sufficiente. Anche questi pazienti dovrebbero assolutamente sentire il parere del medico curante.

Gli studi giungono alle seguenti conclusioni:

  • Contagio: gran parte dei malati di cancro ha un sistema immunitario indebolito. Non è ancora stato dimostrato se ciò aumenta anche il rischio di infezione da coronavirus. Comunque, dal momento che il decorso può essere più grave, si raccomanda la vaccinazione.
  • Complicazioni: nei malati di cancro il coronavirus può provocare più spesso complicazioni gravi. I fattori che influiscono sul decorso della malattia sono: tipo di cancro, situazione della malattia, terapia, malattie concomitanti o età.
  • Mortalità: i malati di cancro in terapia o che hanno recentemente completato la terapia che contraggono il coronavirus, hanno un rischio maggiore di morirne.

Swissmedic omologa i vaccini solo se sono sicuri ed efficaci. A tal fine, i vaccini vengono accuratamente testati. In base ai dati dei sistemi di segnalazione internazionali, finora non sono state osservate indicazioni di effetti indesiderati a lungo termine.

I tumori sono causati da mutazioni nel materiale genetico delle cellule, il DNA. Si conoscono diversi fattori che favoriscono tali mutazioni e svolgono un ruolo nello sviluppo del cancro: il naturale processo di invecchiamento, lo stile di vita, influenze esterne come virus o agenti inquinanti, e fattori ereditari o genetici.

I vaccini di Pfizer-BioNTech e Moderna non contengono DNA, ma il cosiddetto mRNA. Queste molecole sono instabili nel corpo e vengono rapidamente degradate. L'RNA del vaccino non raggiunge il nucleo della cellula, dove si trova il materiale genetico. Di conseguenza, verosimilmente non c'è nessun meccanismo attraverso il quale l'mRNA potrebbe provocare il cancro.

Il vaccino della Johnson & Johnson è un cosiddetto vaccino vettoriale. In questo vaccino, il codice di una proteina spike è incorporato in un adenovirus innocuo. La proteina spike imita una parte del coronavirus, inducendo il sistema immunitario a produrre anticorpi appropriati. Attraverso i vaccini vettoriali, piccole parti di DNA con informazioni del virus vengono contrabbandate nella cellula e nel nucleo della cellula. Tuttavia, gli esperti lo considerano innocuo, poiché le persone sono regolarmente infettate dagli adenovirus anche in modo naturale, senza effetti tardivi noti - come ad esempio malattie tumorali. I vaccini vettoriali sono stati approvati anche nella lotta contro l'Ebola e la febbre dengue, senza che siano noti effetti nocivi a lungo termine.

Poiché anche il sistema immunitario svolge un ruolo importante nella lotta contro il cancro, sia l'mRNA che i vaccini vettoriali sono anche oggetto di ricerca per la terapia del cancro.

I malati di cancro dovrebbero ricevere una terza dose di vaccino il più presto possibile, poiché in alcuni pazienti la protezione vaccinale può essere costruita solo in modo insufficiente con due vaccinazioni. In questi casi, però, la terza vaccinazione non è un «richiamo» ma parte dell'immunizzazione di base. Quando si introduce la vaccinazione di richiamo, ha senso dare la priorità agli anziani, dato che in questi casi la seconda vaccinazione è stata fatta diverso tempo fa. Anche se la protezione contro i decorsi gravi dopo due dosi di vaccino è ancora molto alta nei gruppi di età più giovani, la Lega contro il cancro accoglie con favore l'introduzione a medio termine della vaccinazione di richiamo per tutti i gruppi di età, poiché la protezione della vaccinazione diminuisce nel tempo.

Poiché hanno un sistema immunitario indebolito, i malati di cancro spesso non possono costruire una protezione sufficiente neppure con una terza vaccinazione. È quindi particolarmente importante per loro che non solo loro stessi, ma anche la loro famiglia e il loro ambiente siano completamente vaccinati.

Inoltre, le persone ammalate di cancro devono avere accesso alle cure urgenti per il cancro (per esempio le operazioni relative al tumore) anche durante la pandemia. Poiché la vaccinazione rimane il mezzo più importante per proteggere gli ospedali dal sovraccarico, la Lega contro il cancro fa appello alla popolazione svizzera a farsi vaccinare, se possibile.

  • Complicazioni dirette: i vaccini sono stati testati su 20 000 persone, un numero molto alto. Non sono emerse complicazioni dirette specifiche per i pazienti oncologici. L'Istituto per gli agenti terapeutici Swissmedic ha analizzato i risultati dei test e ha giudicato i vaccini sufficientemente sicuri.
  • Complicazioni a lungo termine: Non è ancora possibile dire con certezza se la vaccinazione può portare a effetti collaterali a lungo termine. La Lega contro il cancro raccomanda alle persone ammalate di cancro di ponderare i rischi assieme all'oncologo: il rischio di ammalarsi di coronavirus con un decorso grave contro il rischio di effetti collaterali della vaccinazione a lungo termine.

Gli studi mostrano che nei pazienti oncologici che contraggono il COVID-19, il decorso della malattia è più grave e vi è una maggiore probabilità di morire rispetto al gruppo di controllo infettato da COVID-19 senza cancro. Tuttavia, questi risultati devono essere considerati in modo differenziato: vari fattori come il tipo di cancro, la situazione della malattia, la terapia, le altre malattie o l'età svolgono un ruolo importante per il rischio di un decorso grave.

In determinati casi (per es. durante una terapia) non è possibile o non è sensato vaccinare le persone ammalate di cancro. Il rischio di contagio per questi pazienti può essere ridotto vaccinando le persone che vivono nella stessa economia domestica. Le persone a stretto contatto con persone particolarmente a rischio appartengono al terzo gruppo target per la vaccinazione secondo la strategia di vaccinazione della Confederazione, così come anche le persone che curano un proprio congiunto.

La vaccinazione è di competenza cantonale (per es. centri di vaccinazione, squadre mobili per case di cura, ecc.). Le strategie e le procedure di vaccinazione dei singoli Cantoni sono pubblicate sui relativi siti Internet cantonali.

Sul sito web ch.ch, i contatti e le informazioni delle autorità cantonali sono riportati su una carta della Svizzera sotto forma di collegamento.

I costi dei test covid-19 per le persone che non possono essere vaccinate per motivi medici continuano a essere coperti dalla Confederazione. Per questo è necessario un certificato rilasciato dal medico. Se una persona ammalata di cancro non può proteggersi con la vaccinazione, è ancora più importante che segua le misure di protezione raccomandate. Dovrebbe anche discutere con l'oncologo se sono indicate ulteriori misure preventive a causa della malattia o del trattamento.

Domande di carattere medico

Il nuovo coronavirus può essere pericoloso per le persone a partire dai 65 anni di età e per quelle che sono già affette da altre malattie. Secondo l’Ufficio federale della sanità pubblica sono particolarmente a rischio le persone che hanno una delle seguenti malattie pregresse:

  • ipertensione arteriosa
  • diabete
  • malattie cardiovascolari
  • malattie croniche delle vie respiratorie
  • malattie e terapie che indeboliscono il sistema immunitario
  • cancro.

Le persone malate di cancro, che siano in trattamento, guarite o che abbiano appena ricevuto la diagnosi, hanno di frequente un sistema immunitario indebolito e di conseguenza sono più suscettibili alle infezioni. Spesso queste persone soffrono anche di una malattia supplementare che aumenta ulteriormente il rischio, come ad esempio un’asma o un disturbo cardiovascolare.

Purtroppo oggi si sa ancora molto poco su come reagiscono le persone colpite da un cancro quando entrano a contatto con il nuovo coronavirus. Anche la situazione in cui si trova chi è affetto da un cancro può variare molto da persona a persona. 

Fondamentalmente tutte le persone ammalate di cancro fanno parte del gruppo a rischio. 

Tuttavia, non tutti i pazienti affetti da cancro sono ugualmente suscettibili per l'infezione da coronavirus e ugualmente a rischio di decorso grave. La suscettibilità all'infezione e il rischio di un grave decorso di una malattia infettiva dipendono da molti altri fattori oltre al trattamento del cancro, come per esempio. il tipo di cancro, l'organo colpito, lo stadio del trattamento, l'età e la presenza di altre malattie. Inoltre è rilevante anche se il sistema immunitario è ancora indebolito o si è completamente ristabilito.

Fino ad oggi sono ancora troppo pochi i dati su come i malati di cancro e i sopravvissuti al cancro reagiscono all'infezione da coronavirus. Perciò le persone malate di cancro e quelle che hanno superato la malattia ovvero che hanno una malattia tumorale nella loro biografia dovrebbero essere molto prudenti (principio di precauzione) e seguire le raccomandazioni dell'Ufficio federale della sanità pubblica per le persone particolarmente a rischio, al fine di evitare il più possibile l'infezione da coronavirus. I pazienti oncologici dovrebbero in ogni caso consultare il medico curante per non compromettere il successo delle terapie in corso. Per le persone che hanno completato la terapia antitumorale, il medico curante può valutare al meglio il rischio individuale.

Dipende da caso a caso. Telefoni al Suo oncologo. L’équipe curante valuterà insieme a Lei i vantaggi e gli svantaggi di un’interruzione del trattamento.

Nel limite del possibile, radioterapie, terapie anticorpali o immunoterapie dovrebbero essere eseguite completamente per non pregiudicare la riuscita del trattamento. In ogni caso, tuttavia, deve consultare il Suo medico.

Di regola non è necessario. Una terapia contro il cancro pianificata dovrebbe essere rimandata solo per importanti motivi. Telefoni al medico specialista. In generale, i medici soppesano per ogni paziente i vantaggi e i possibili danni (come gli effetti collaterali) di una terapia anticancro. In questa valutazione considerano anche il rischio individuale di contrarre il Covid-19, che varia da persona a persona a seconda delle condizioni di vita, dell’ambiente lavorativo e dei contatti personali.

Tuttavia, c’è un maggior rischio di contrarre il Covid-19 se un malato di cancro non cura la propria malattia. I pazienti che tengono sotto controllo il cancro con una terapia adeguata sono in genere meno suscettibili alle infezioni rispetto a quelli che non ricevono una cura efficace.

Un’infezione da nuovo coronavirus è solo raramente letale. Tuttavia si è visto che il decorso di questa malattia può essere più grave soprattutto nei pazienti con il sistema immunitario indebolito. Per questo motivo dovrebbe restare a casa in auto-isolamento.

Il danno agli organi fa di Lei una persona a rischio più elevato. Per questo motivo dovrebbe proteggersi e restare in autoisolamento domiciliare.

Prevenzione

  • Si faccia vaccinare contro il coronavirus d'intesa con il Suo oncologo. La vaccinazione è la migliore protezione contro il covid-19, la sua trasmissione e le possibili conseguenze a lungo termine.
  • Tenga almeno 1,5 metri di distanza da altre persone.
  • Indossi sempre una maschera quando non è in casa e non può mantenere continuamente la distanza di 1,5 metri dalle altre persone. 
  • L'UFSP continua a raccomandare di lavorare da casa, d'intesa con il datore di lavoro. 
  • Arieggi regolarmente gli ambienti chiusi: in questo modo riduce la concentrazione di coronavirus all'interno e riduce il rischio di trasmissione. 
  • Discuta con il Suo oncologo se sono indicate ulteriori misure preventive a causa della malattia o del trattamento. 
  • Se ha dei sintomi della malattia (difficoltà respiratorie, tosse e febbre), chiami immediatamente il Suo medico o un ospedale. Menzioni che ha un elevato rischio a causa del cancro.
  • Si vaccini contro il coronavirus. 
  • Tenga almeno 1,5 metri di distanza da altre persone.
  • Indossi sempre una maschera quando non è in casa e non può mantenere continuamente la distanza di 1,5 metri dalle altre persone. 
  • Prima di fare una visita, chieda se sono indicate misure aggiuntive, per esempio, a causa di una deficienza immunitaria della persona ammalata di cancro. 

Indossando la mascherina, si proteggono soprattutto le persone con cui si è in contatto. Anche se l'uso di mascherine non fornisce una protezione totale, esse contribuiscono a rallentare decisamente la diffusione del virus. Le mascherine sono un presidio molto efficace e aiutano a rallentare la diffusione anche delle malattie stagionali, come l'influenza.

Indossando la mascherina, non dimentichi di mantenere sempre una distanza minima di 1,5 metri da altre persone. 

L'obbligo della mascherina vige su tutti i mezzi pubblici, sugli aerei, nei locali chiusi accessibili al pubblico e dove appositamente segnalato. Come regola generale, le mascherine devono essere indossate dove non sia possibile rispettare una distanza di 1,5 metri dalle altre persone.

Fumare

Non si sa. Tuttavia fumare aumenta la frequenza di contatto tra mani e bocca, il che rende più elevato il rischio di infezioni virali. Il fumo ha un effetto negativo sul sistema immunitario, rendendo i fumatori più esposti alle infezioni virali. Si ritiene che l'enzima di conversione dell'angiotensina II (ACE2) presente sulla superficie cellulare, funga da recettore per il Covid-19 e sia quindi una porta d'ingresso per il Covid-19 per entrare nel corpo umano. Dati recenti suggeriscono che questo recettore ACE2 sia più attivo nei fumatori, rendendoli più a rischio di infezione da Covid-19 rispetto ai non fumatori. Tuttavia, le interazioni tra l'uso del tabacco e l'espressione di ACE2 sembrano variare a seconda di diversi fattori.

È possibile perché fumare aumenta il rischio di malattie polmonari, riduce la capacità polmonare e provoca l'infiammazione delle vie respiratorie, il che può accrescere il rischio di sviluppare una polmonite o gravi complicazioni nei pazienti affetti da Covid-19. Il fumo aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e diabete, che sono anch'essi fattori aggravanti nei pazienti affetti da Covid-19. Secondo alcuni dati, i fumatori presenterebbero un rischio maggiore di sviluppare una grave forma di Covid-19. Tuttavia, questa associazione non si trova in tutti gli studi disponibili fino ad oggi. Altri fattori come età, sesso e salute generale giocano un ruolo importante nella prognosi di Covid-19.

Non si sa, però essere esposti al fumo passivo aumenta il rischio di infezioni, soprattutto nei bambini. Pertanto, si raccomanda di evitare sempre di esporre chi vi sta intorno al fumo passivo. Nel caso dell'epidemia di Covid-19, valgono le stesse raccomandazioni. Anche l'esposizione passiva alla nebulizzazione delle sigarette elettroniche probabilmente non è priva di rischi.

Linea stop tabacco  0848 000 181  I consulenti della Linea stop tabacco sono a Sua disposizione. Saranno lieti di rispondere alle Sue domande e di fornirle supporto. Potrà inoltre beneficiare di un'assistenza gratuita e personalizzata. La linea nazionale Stop tabacco è disponibile in 10 lingue. Visiti il sito www.stopsmoking.ch/it/pagina-iniziale/linea-stop-tabacco

Fonte: Abbiamo elaborato le informazioni di questa pagina sulla base di un FAQ "Covid-19 et tabagisme" sviluppato da Unisanté à Lausanne.

 

Diritto del lavoro

  • In base all'ordinanza 3 sui provvedimenti per combattere il coronavirus, il datore di lavoro deve permettere ai lavoratori particolarmente a rischio di adempiere da casa i loro obblighi lavorativi. 
  • Se ciò non è possibile, il datore di lavoro deve assegnare al lavoratore interessato senza modifica della retribuzione un lavoro alternativo equivalente che può essere svolto da casa. Se la presenza sul posto di lavoratori particolarmente a rischio è indispensabile, questi ultimi devono essere ulteriormente protetti in modo da non entrare in contatto con altre persone. 
  • Se un lavoratore è completamente vaccinato oppure ha avuto un’infezione da coronavirus accertata, il datore di lavoro non è più tenuto a proteggerlo ulteriormente sul posto di lavoro come persona particolarmente a rischio.

Spieghi al Suo datore di lavoro che Lei è una persona particolarmente a rischio. Il Suo datore di lavoro ha l’obbligo di proteggerla e di tenere conto della Sua situazione sanitaria. Per le persone particolarmente a rischio, l’Ufficio federale della sanità pubblica raccomanda espressamente il telelavoro. L’Ordinanza 2 COVID-19, che conteneva norme speciali per i dipendenti appartenenti al gruppo a rischio, è stata abrogata e non è (ancora) stata reintrodotta. Attualmente, non esistono disposizioni che si applicano solo alle persone particolarmente vulnerabili.

Richiami il Suo datore di lavoro al suo obbligo di tutela. Egli è tenuto a prendere misure per proteggere la salute dei suoi collaboratori dipendenti. Se il telelavoro è possibile, il datore di lavoro deve concederglielo. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) raccomanda esplicitamente di lavorare da casa.

Se sul posto di lavoro Le è garantita una sufficiente protezione dal contagio, Lei deve continuare ad andare a lavorare in loco. Discuta con il Suo datore di lavoro per trovare una soluzione condivisa.

Ha sintomi di malattia come tosse (tosse secca da irritazione), mal di gola, affanno respiratorio e/o febbre, sensazione di febbre, dolori muscolari? Allora resti a casa ed eviti il più possibile il contatto con altre persone. L'Ufficio federale della sanità pubblica ha pubblicato un foglio di istruzioni sull’autoisolamento domiciliare. Può uscire dall’isolamento solo dopo che sono trascorse 48 ore dalla scomparsa dei sintomi, purché siano passati almeno 10 giorni dalla loro prima comparsa.

Informi il Suo datore di lavoro che è in auto-isolamento. Dovrebbe ricevere la stessa indennità come in caso di malattia.

Direttive anticipate del paziente

Molte persone riflettono sul tema della malattia e della morte in relazione al Covid-19. Forse anche Lei si è chiesto che cosa succederebbe se dovesse contrarre questa malattia? Di seguito forniamo alcune informazioni inerenti al tema delle direttive anticipate e del mandato precauzionale, elaborate in collaborazione con Lega contro il cancro, Croce Rossa Svizzera e Pro Senectute.

Solo in casi gravi l'infezione da Coronavirus può portare a polmoniti e a insufficienza respiratoria. Un tale decorso è molto più frequente nei gruppi a rischio, soprattutto nelle persone affette da una malattia cronica o grave (per es. malattie cardiache, diabete, malattie polmonari, cancro). In molti casi, la persona affetta dal virus sarà in grado di comunicare ai suoi congiunti e al team medico i propri desideri in merito agli ulteriori trattamenti. Tuttavia è utile pensare già ora a quale trattamento medico si vorrebbe essere sottoposti in un caso del genere. Le decisioni più importanti durante la crisi riguardano il ricovero ospedaliero (sì/no) e la terapia intensiva con respirazione artificiale (sì/no). Le direttive anticipate fanno chiarezza in questo senso e fanno sì che in caso d'emergenza si possa attuare la volontà del paziente. 

Se vuole riflettere sui Suoi desideri e sulle Sue esigenze in relazione all'eventuale trattamento medico e fissarli nelle direttive anticipate, ne parli con i Suoi familiari. Può anche parlarne per telefono con il Suo medico di fiducia o con un consulente di una Lega cantonale o regionale contro il cancro. Qualora debbano essere prese decisioni in una situazione di crisi, il fatto di essersi confrontati in anticipo con il tema costituisce un grande alleggerimento sia per il personale medico che per i propri cari.

Le persone che hanno già stilato le direttive anticipate possono riprendere in considerazione la propria volontà nei confronti delle cure intensive in caso di grave malattia infettiva, come il Covid-19. Ci sono diverse questioni su cui riflettere: 

  • se dovessi ammalarmi di Covid-19, desidero un trattamento di terapia intensiva senza restrizioni?
  • Voglio andare in ospedale perché voglio un trattamento che non è possibile a casa (per es. per curare sintomi gravosi)?
  • Durante la crisi di Covid-19, possono verificarsi anche altre emergenze o situazioni che richiedono un trattamento di cura. Non voglio essere ricoverato in ospedale, se le cure palliative sono possibili a casa o in una casa di riposo o di cura? 

Se ha già stilato le direttive anticipate e se giunge alla conclusione che la Sua volontà di base nei confronti delle misure di prolungamento della vita è diversa nel caso dovesse ammalarsi di Covid-19, può completare le Sue volontà mediante la stesura di un foglio aggiuntivo. Potrà intitolarlo «Foglio aggiuntivo alle direttive anticipate: istruzioni in caso di Covid-19». A tale scopo può scaricare una versione breve delle direttive anticipate al sito https://www.pallnetz.ch/acp-nopa.htm (solo in tedesco). Le Leghe contro il cancro di Zurigo, Argovia e Basilea sono a Sua disposizione e possono assisterla nella stesura del foglio da accludere alle direttive già compilate. Il foglio aggiuntivo deve essere formulato in modo inequivocabile, datato e firmato. Lo conservi in casa assieme alle direttive anticipate compilate e informi le persone vicine. 

In linea di principio nessuno è obbligato a stilare le direttive anticipate. In assenza di questo documento, in caso di incapacità di discernimento vale la cosiddetta «volontà presunta». Dal 1° gennaio 2013 è in vigore la nuova legge sul diritto in materia di protezione degli adulti, la quale disciplina le direttive anticipate a livello nazionale. Le direttive anticipate sono uno strumento di autodeterminazione. Una persona capace di intendere e di volere stabilisce a quali misure mediche vorrebbe o non vorrebbe essere sottoposto in caso di una futura incapacità di discernimento. Le direttive dell'Accademia svizzera delle scienze mediche (ASSM) presentano il contenuto delle direttive anticipate e indicano i punti di cui occorre tener conto per la loro redazione e attuazione: 
www.samw.ch/de/Ethik/Themen-A-bis-Z/Patientenverfuegung.html (in tedesco e in francese)

In generale, si può dire che una revisione delle direttive anticipate è sempre utile se qualcosa di decisivo è cambiato nella propria vita. 

Possiamo aiutarla a formulare le Sue volontà in modo che possano essere registrate nelle direttive anticipate. Le Leghe cantonali e regionali offrono consulenza a questo proposito: 

www.legacancro.ch/il-cancro/cure-palliative/direttive-anticipate-della-lega-contro-il-cancro/ 
www.legacancro.ch/regione 

La pianificazione anticipata dei trattamenti medici – in inglese «Advance Care Planning» (ACP) – costituisce un'estensione delle direttive anticipate e le completa, concentrandosi sul punto della situazione personale e sulla definizione della qualità della vita. Per la pandemia da Coronavirus, le domande dell'ACP sono state adattate. Proprio per la pandemia, è stato messo direttamente a disposizione del pubblico un documento, senza previa consulenza. Per ulteriori informazioni: 

https://www.pallnetz.ch/acp-nopa.htm 
https://www.pallnetz.ch/acp-patientenverfuegungen.htm 

Le Leghe cantonali di Zurigo, Argovia ed ora anche la Lega contro il cancro dei due semicantoni di Basilea offrono consulenze in merito all'ACP. Ulteriori informazioni (solo in tedesco):

https://zuerich.krebsliga.ch/patientenverfuegung-plus-acp
https://aargau.krebsliga.ch/angebote/beratung-und-unterstuetzung/patientenverfuegung-plus-acp/ 
https://basel.krebsliga.ch/beratung-unterstuetzung/patientenverfuegung-plus-acp/was-ist-acp/