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Lega contro il cancroCoronavirus e cancro: domande e risposte

Coronavirus e cancro: domande e risposte

La Lega contro il cancro fa appello a tutti per farsi vaccinare contro il coronavirus. La vaccinazione non solo offre la migliore protezione contro il virus, ma è anche un segno di solidarietà verso le persone colpite dal cancro. Qui trova un elenco tematico delle domande più frequenti su cancro e coronavirus. In caso di ulteriori domande, telefoni alla Lega contro il cancro del Suo Cantone o della Sua regione o alla Linea cancro (0800 11 88 11).

(Ultimo aggiornamento: 3 marzo 2022)

Risposte a domande di carattere generale sulla pandemia di coronavirus si trovano sul sito dell’UFSP

Vaccinazione

Dopo una vaccinazione contro il Covid, i linfonodi nella zona ascellare possono gonfiarsi. Questa reazione normale del sistema immunitario può influenzare gli esami del cancro del seno (mammografia, ecografia, risonanza magnetica). Pertanto, le donne dovrebbero informare l'istituto radiologico in questione se sono state recentemente vaccinate contro il COVID-19. In tal modo si può evitare che il gonfiore temporaneo causato dalla vaccinazione porti a ulteriori indagini non necessarie.

Le pazienti con cancro del seno che si vaccinano contro il Covid sono invitate a non farsi vaccinare sul lato del corpo interessato. Qualora fossero interessati entrambi i seni, si dovrebbe consultare il medico curante per stabilire quale sia il sito ideale per l'iniezione.

Secondo gli studi, le persone malate di cancro hanno un rischio leggermente maggiore di complicazioni gravi dopo un'infezione da COVID-19 e muoiono anche più spesso delle persone contagiate che non hanno cancro. Pertanto, la Lega contro il cancro raccomanda la vaccinazione contro il coronavirus. I vaccini sono testati e sicuri e possono prevenire il contagio, i decorsi gravi e la morte. Le persone colpite dovrebbero discutere con il proprio oncologo la decisione e il momento migliore per la vaccinazione. 

Anche i pazienti con terapia immunosoppressiva possono vaccinarsi. Tuttavia è possibile che rispondano meno bene alla vaccinazione a causa dell'immunosoppressione e non siano in grado di costruire una protezione immunitaria sufficiente. Prima di vaccinarsi dovrebbero assolutamente parlarne con il proprio oncologo.

Poiché la vaccinazione rimane il mezzo più importante per preservare gli ospedali dal sovraccarico, la Lega contro il cancro fa appello alla popolazione svizzera affinché si vaccini, se possibile. I malati di cancro devono avere accesso ai trattamenti (p. es. interventi chirurgici sui tumori) anche durante la pandemia.

L’Istituto per gli agenti terapeutici Swissmedic approva i vaccini solo se sono sicuri ed efficaci. A tale scopo i vaccini vengono accuratamente testati. Le indicazioni di effetti collaterali indesiderati sono continuamente studiate e valutate sulla base dei dati dei sistemi internazionali di segnalazione. Fino ad oggi non ci sono prove che i vaccini contro il COVID-19 causino il cancro o portino a ricadute.  

  • I tumori sono causati da mutazioni nel materiale genetico delle cellule, il DNA. I vaccini di Pfizer-BioNTech e Moderna non contengono DNA, ma il cosiddetto mRNA. Queste molecole sono instabili nel corpo e si degradano rapidamente. L'RNA del vaccino non entra nel nucleo della cellula, dove si trova il materiale genetico. Di conseguenza, non è concepibile alcun meccanismo per cui l'mRNA possa provocare il cancro.
  • Il vaccino della Johnson & Johnson è un cosiddetto vaccino vettoriale. In questo caso, il piano di costruzione della proteina spike è incorporato in un adenovirus innocuo. Attraverso i vaccini vettoriali, piccole parti di DNA con informazioni del virus vengono introdotte nella cellula e nel nucleo della cellula. Tuttavia, per gli esperti ciò è innocuo, poiché gli esseri umani sono infettati regolarmente dagli adenovirus anche in modo naturale, senza effetti tardivi noti, come malattie tumorali. 

Per determinate persone che a causa della malattia o della terapia sono gravemente immunosoppresse, si raccomanda una terza dose di vaccino se non è possibile rilevare titoli anticorpali chiaramente positivi dopo la seconda vaccinazione. La necessità della determinazione del titolo anticorpale andrebbe discussa con il medico curante.

La protezione del vaccino contro il coronavirus può ridursi nel tempo, specialmente nelle persone anziane o con un sistema immunitario indebolito. Con la vaccinazione di richiamo (o booster), la protezione vaccinale aumenta di nuovo e il rischio di un decorso grave della malattia è ridotto di conseguenza. Pertanto, la Lega contro il cancro raccomanda anche ai malati di cancro di fare una vaccinazione di richiamo quattro mesi dopo l'ultima vaccinazione, in consultazione con l'oncologo. 

A causa del loro sistema immunitario indebolito, i malati di cancro spesso non possono costruire una protezione sufficiente anche con una terza vaccinazione. Per loro, è quindi particolarmente importante che non solo loro stessi, ma anche la loro famiglia e il loro ambiente siano completamente vaccinati e se necessario facciano anche il richiamo.

  • Complicazioni dirette: i vaccini sono stati testati su 20 000 persone, un numero molto alto. Non sono emerse complicazioni dirette specifiche per i pazienti oncologici. L'Istituto per gli agenti terapeutici Swissmedic ha analizzato i risultati dei test e ha giudicato i vaccini sufficientemente sicuri. 
  • Complicazioni a lungo termine: con i vaccini, eventuali effetti collaterali, solitamente lievi, si verificano entro qualche ora o qualche giorno. Non sono noti effetti collaterali della vaccinazione che si siano verificati dopo diversi mesi. La comunità scientifica è convinta che anche i nuovi vaccini mRNA siano sicuri a lungo termine. Al momento attuale diverse centinaia di milioni di persone in tutto il mondo sono state vaccinate e non sono note complicazioni a lungo termine.

Domande di carattere medico

Il nuovo coronavirus può essere pericoloso per le persone a partire dai 65 anni di età e per quelle che sono già affette da altre malattie. Secondo l’Ufficio federale della sanità pubblica sono particolarmente a rischio le persone che hanno una delle seguenti malattie pregresse:

  • ipertensione arteriosa
  • diabete
  • malattie cardiovascolari
  • malattie croniche delle vie respiratorie
  • malattie e terapie che indeboliscono il sistema immunitario
  • cancro.

Le persone malate di cancro, che siano in trattamento, guarite o che abbiano appena ricevuto la diagnosi, hanno di frequente un sistema immunitario indebolito e di conseguenza sono più suscettibili alle infezioni. Spesso queste persone soffrono anche di una malattia supplementare che aumenta ulteriormente il rischio, come ad esempio un’asma o un disturbo cardiovascolare.

Purtroppo oggi si sa ancora molto poco su come reagiscono le persone colpite da un cancro quando entrano a contatto con il nuovo coronavirus. Anche la situazione in cui si trova chi è affetto da un cancro può variare molto da persona a persona. 

In linea di massima, tutte le persone ammalate di cancro fanno parte del gruppo a rischio. 

Tuttavia, non tutti i pazienti affetti da cancro sono ugualmente esposti a un'infezione da coronavirus e ugualmente a rischio di decorso grave. Pare che le persone affette da tumori del sangue abbiano un rischio maggiore di un decorso più grave e di morte a causa di COVID-19 rispetto alle persone con tumori solidi. La suscettibilità all'infezione e il rischio di un grave decorso di una malattia infettiva dipendono da molti altri fattori oltre al trattamento del cancro, come per esempio il tipo di cancro, l'organo colpito, lo stadio del trattamento, l'età e la presenza di altre malattie. Altrettanto rilevante è se il sistema immunitario è ancora indebolito o se si è completamente ristabilito.

Le persone malate di cancro e quelle che hanno superato la malattia, ovvero che hanno una malattia tumorale nella loro biografia, dovrebbero essere molto prudenti (principio di precauzione) e seguire le raccomandazioni dell'Ufficio federale della sanità pubblica per le persone particolarmente a rischio, al fine di evitare il più possibile l'infezione da coronavirus. I pazienti oncologici dovrebbero in ogni caso consultare il medico curante per non compromettere il successo delle terapie in corso. Per le persone che hanno completato la terapia antitumorale, il medico curante può valutare al meglio il rischio individuale.

L'infezione con il nuovo coronavirus è raramente letale. Tuttavia si è visto che il decorso di un’infezione con il nuovo coronavirus, soprattutto nei pazienti il cui sistema immunitario è indebolito, può essere più grave. Per questo motivo Lei dovrebbe proteggersi. Concordi le misure più appropriate con il Suo oncologo.

Avendo importanti organi indeboliti, Lei corre un rischio maggiore. Si vaccini e discuta con il Suo medico se sono indicate ulteriori misure di protezione.

Prevenzione

Il nuovo coronavirus può essere pericoloso per le persone a partire dai 65 anni di età e per quelle che sono già affette da altre malattie. Secondo l’Ufficio federale della sanità pubblica sono particolarmente a rischio le persone che hanno una delle seguenti malattie pregresse:

  • ipertensione arteriosa
  • diabete
  • malattie cardiovascolari
  • malattie croniche delle vie respiratorie
  • malattie e terapie che indeboliscono il sistema immunitario
  • cancro.

Le persone malate di cancro, che siano in trattamento, guarite o che abbiano appena ricevuto la diagnosi, hanno di frequente un sistema immunitario indebolito e di conseguenza sono più suscettibili alle infezioni. Spesso queste persone soffrono anche di una malattia supplementare che aumenta ulteriormente il rischio, come ad esempio un’asma o un disturbo cardiovascolare.

Purtroppo oggi si sa ancora molto poco su come reagiscono le persone colpite da un cancro quando entrano a contatto con il nuovo coronavirus. Anche la situazione in cui si trova chi è affetto da un cancro può variare molto da persona a persona. 

  • Si faccia vaccinare contro il coronavirus d'intesa con il Suo oncologo. La vaccinazione è la migliore protezione contro il covid-19, la sua trasmissione e le possibili conseguenze a lungo termine.
  • Tenga almeno 1,5 metri di distanza da altre persone.
  • Indossi sempre una maschera quando non è in casa e non può mantenere continuamente la distanza di 1,5 metri dalle altre persone. 
  • L'UFSP continua a raccomandare di lavorare da casa, d'intesa con il datore di lavoro. 
  • Arieggi regolarmente gli ambienti chiusi: in questo modo riduce la concentrazione di coronavirus all'interno e riduce il rischio di trasmissione. 
  • Discuta con il Suo oncologo se sono indicate ulteriori misure preventive a causa della malattia o del trattamento. 
  • Se ha dei sintomi della malattia (difficoltà respiratorie, tosse e febbre), chiami immediatamente il Suo medico o un ospedale. Menzioni che ha un elevato rischio a causa del cancro.
  • Si vaccini contro il coronavirus. 
  • Tenga almeno 1,5 metri di distanza da altre persone.
  • Indossi sempre una maschera quando non è in casa e non può mantenere continuamente la distanza di 1,5 metri dalle altre persone. 
  • Prima di fare una visita, chieda se sono indicate misure aggiuntive, per esempio, a causa di una deficienza immunitaria della persona ammalata di cancro. 

Fumare

Non si sa. Tuttavia fumare aumenta la frequenza di contatto tra mani e bocca, il che rende più elevato il rischio di infezioni virali. Il fumo ha un effetto negativo sul sistema immunitario, rendendo i fumatori più esposti alle infezioni virali. Si ritiene che l'enzima di conversione dell'angiotensina II (ACE2) presente sulla superficie cellulare, funga da recettore per il Covid-19 e sia quindi una porta d'ingresso per il Covid-19 per entrare nel corpo umano. Dati recenti suggeriscono che questo recettore ACE2 sia più attivo nei fumatori, rendendoli più a rischio di infezione da Covid-19 rispetto ai non fumatori. Tuttavia, le interazioni tra l'uso del tabacco e l'espressione di ACE2 sembrano variare a seconda di diversi fattori.

È possibile perché fumare aumenta il rischio di malattie polmonari, riduce la capacità polmonare e provoca l'infiammazione delle vie respiratorie, il che può accrescere il rischio di sviluppare una polmonite o gravi complicazioni nei pazienti affetti da Covid-19. Il fumo aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e diabete, che sono anch'essi fattori aggravanti nei pazienti affetti da Covid-19. Secondo alcuni dati, i fumatori presenterebbero un rischio maggiore di sviluppare una grave forma di Covid-19. Tuttavia, questa associazione non si trova in tutti gli studi disponibili fino ad oggi. Altri fattori come età, sesso e salute generale giocano un ruolo importante nella prognosi di Covid-19.

Non si sa, però essere esposti al fumo passivo aumenta il rischio di infezioni, soprattutto nei bambini. Pertanto, si raccomanda di evitare sempre di esporre chi vi sta intorno al fumo passivo. Nel caso dell'epidemia di Covid-19, valgono le stesse raccomandazioni. Anche l'esposizione passiva alla nebulizzazione delle sigarette elettroniche probabilmente non è priva di rischi.

Linea stop tabacco  0848 000 181  I consulenti della Linea stop tabacco sono a Sua disposizione. Saranno lieti di rispondere alle Sue domande e di fornirle supporto. Potrà inoltre beneficiare di un'assistenza gratuita e personalizzata. La linea nazionale Stop tabacco è disponibile in 10 lingue. Visiti il sito www.stopsmoking.ch/it/pagina-iniziale/linea-stop-tabacco

Fonte: Abbiamo elaborato le informazioni di questa pagina sulla base di un FAQ "Covid-19 et tabagisme" sviluppato da Unisanté à Lausanne.

 

Diritto del lavoro

  • Se una persona particolarmente a rischio debba andare al lavoro dipende da molti fattori che vanno esaminati attentamente in ogni singolo caso. I datori di lavoro sono tenuti a proteggere il personale dai danni alla salute sul posto di lavoro. Il dovere di assistenza li obbliga a prendersi cura della salute del dipendente e a salvaguardare gli interessi legittimi del dipendente in buona fede. La legge sul lavoro, a cui molte aziende sono soggette, prescrive anche quanto segue: a tutela della salute dei lavoratori, il datore di lavoro deve prendere tutti i provvedimenti, che l’esperienza ha dimostrato necessari, realizzabili secondo lo stato della tecnica e adeguati alle condizioni d’esercizio. Non si può quindi rispondere in termini generali alla domanda se si può pretendere che Lei si presenti sul posto di lavoro. 
  • L'ordinanza 3 sui provvedimenti per combattere il coronavirus, secondo la quale i datori di lavoro devono permettere ai loro dipendenti che sono particolarmente a rischio di lavorare da casa, è stata revocata. Tuttavia, l'articolo 4 della legge COVID-19 permette ancora al Consiglio federale di emanare – fino alla fine del 2022 – provvedimenti per la protezione dei lavoratori particolarmente a rischio, qualora siano necessari.

Spieghi al Suo datore di lavoro che Lei è una persona particolarmente a rischio.  Concordi con il Suo datore di lavoro come può proteggersi dal COVID-19 e quali misure il datore di lavoro può intraprendere per garantirle tale protezione.

Chieda al Suo medico un certificato medico che descriva il rischio speciale e la capacità di lavorare in relazione al COVID-19 (senza menzionare altri punti rilevanti per la salute). Il certificato medico La supporta nel colloquio con il Suo datore di lavoro. Se il datore di lavoro ha dubbi sul certificato medico, può esigere una visita da parte di un medico di fiducia.

Se non raggiunge un accordo con il Suo datore di lavoro, può rivolgersi al tribunale competente (in prima istanza, spesso la competenza è di un tribunale del lavoro). Per ulteriori informazioni consulti il seguente sito:
https://www.seco.admin.ch/seco/it/home/Arbeit/Personenfreizugigkeit_Arbeitsbeziehungen/Arbeitsrecht/Arbeitsstreitigkeiten.html

Per segnalare delle irregolarità riguardanti la protezione della salute, può contattare le autorità cantonali, in particolare gli ispettorati cantonali del lavoro.
Collegamento alla SECO: https://www.seco.admin.ch/seco/it/home/Arbeit/Arbeitsbedingungen/Kantonale-Arbeitsinspektorate.html

Richiami il Suo datore di lavoro al suo obbligo di protezione. Il datore di lavoro è tenuto ad applicare misure per proteggere la salute dei suoi dipendenti.  Se il telelavoro è possibile, il datore di lavoro deve concederglielo.

La raccomandazione del telelavoro dell'Ufficio federale della sanità pubblica è stata revocata. In alcuni cantoni, l'obbligo di indossare una mascherina permane negli ospedali o nelle case di riposo e di cura. Altrimenti è il datore di lavoro a decidere sul lavoro in home-office e sull'uso della mascherina sul posto di lavoro. Il datore di lavoro è obbligato dalla legge sul lavoro a prevedere le precauzioni necessarie per proteggere i propri dipendenti. Discuta con il Suo datore di lavoro per trovare una soluzione condivisa.

Ha dei sintomi della malattia quali tosse (tosse secca), mal di gola, fiato corto e/o febbre, sensazione di febbre, dolori muscolari?

Faccia immediatamente il test, preferibilmente un test PCR. Lo faccia anche se è completamente vaccinato o se ha solo sintomi lievi o isolati.

Le istruzioni dell'UFSP sull'isolamento dopo un test PCR positivo sono state revocate. Concordi con il Suo datore di lavoro se deve essere presente effettivamente sul posto di lavoro. Naturalmente, se è malato e non può lavorare (inabile al lavoro) deve rimanere a casa. Poi segua le regole concordate con il datore di lavoro in caso di inabilità al lavoro.

Direttive anticipate del paziente

Molte persone riflettono sul tema della malattia e della morte in relazione al Covid-19. Forse anche Lei si è chiesto che cosa succederebbe se dovesse contrarre questa malattia? Di seguito forniamo alcune informazioni inerenti al tema delle direttive anticipate e del mandato precauzionale, elaborate in collaborazione con Lega contro il cancro, Croce Rossa Svizzera e Pro Senectute.

Solo in casi gravi l'infezione da Coronavirus può portare a polmoniti e a insufficienza respiratoria. Un tale decorso è molto più frequente nei gruppi a rischio, soprattutto nelle persone affette da una malattia cronica o grave (per es. malattie cardiache, diabete, malattie polmonari, cancro). In molti casi, la persona affetta dal virus sarà in grado di comunicare ai suoi congiunti e al team medico i propri desideri in merito agli ulteriori trattamenti. Tuttavia è utile pensare già ora a quale trattamento medico si vorrebbe essere sottoposti in un caso del genere. Le decisioni più importanti durante la crisi riguardano il ricovero ospedaliero (sì/no) e la terapia intensiva con respirazione artificiale (sì/no). Le direttive anticipate fanno chiarezza in questo senso e fanno sì che in caso d'emergenza si possa attuare la volontà del paziente. 

Se vuole riflettere sui Suoi desideri e sulle Sue esigenze in relazione all'eventuale trattamento medico e fissarli nelle direttive anticipate, ne parli con i Suoi familiari. Può anche parlarne per telefono con il Suo medico di fiducia o con un consulente di una Lega cantonale o regionale contro il cancro. Qualora debbano essere prese decisioni in una situazione di crisi, il fatto di essersi confrontati in anticipo con il tema costituisce un grande alleggerimento sia per il personale medico che per i propri cari.

Le persone che hanno già stilato le direttive anticipate possono riprendere in considerazione la propria volontà nei confronti delle cure intensive in caso di grave malattia infettiva, come il Covid-19. Ci sono diverse questioni su cui riflettere: 

  • se dovessi ammalarmi di Covid-19, desidero un trattamento di terapia intensiva senza restrizioni?
  • Voglio andare in ospedale perché voglio un trattamento che non è possibile a casa (per es. per curare sintomi gravosi)?
  • Durante la crisi di Covid-19, possono verificarsi anche altre emergenze o situazioni che richiedono un trattamento di cura. Non voglio essere ricoverato in ospedale, se le cure palliative sono possibili a casa o in una casa di riposo o di cura? 

Se ha già stilato le direttive anticipate e se giunge alla conclusione che la Sua volontà di base nei confronti delle misure di prolungamento della vita è diversa nel caso dovesse ammalarsi di Covid-19, può completare le Sue volontà mediante la stesura di un foglio aggiuntivo. Potrà intitolarlo «Foglio aggiuntivo alle direttive anticipate: istruzioni in caso di Covid-19». A tale scopo può scaricare una versione breve delle direttive anticipate al sito https://www.pallnetz.ch/acp-nopa.htm (solo in tedesco). Le Leghe contro il cancro di Zurigo, Argovia e Basilea sono a Sua disposizione e possono assisterla nella stesura del foglio da accludere alle direttive già compilate. Il foglio aggiuntivo deve essere formulato in modo inequivocabile, datato e firmato. Lo conservi in casa assieme alle direttive anticipate compilate e informi le persone vicine. 

In linea di principio nessuno è obbligato a stilare le direttive anticipate. In assenza di questo documento, in caso di incapacità di discernimento vale la cosiddetta «volontà presunta». Dal 1° gennaio 2013 è in vigore la nuova legge sul diritto in materia di protezione degli adulti, la quale disciplina le direttive anticipate a livello nazionale. Le direttive anticipate sono uno strumento di autodeterminazione. Una persona capace di intendere e di volere stabilisce a quali misure mediche vorrebbe o non vorrebbe essere sottoposto in caso di una futura incapacità di discernimento. Le direttive dell'Accademia svizzera delle scienze mediche (ASSM) presentano il contenuto delle direttive anticipate e indicano i punti di cui occorre tener conto per la loro redazione e attuazione: 
www.samw.ch/de/Ethik/Themen-A-bis-Z/Patientenverfuegung.html (in tedesco e in francese)

In generale, si può dire che una revisione delle direttive anticipate è sempre utile se qualcosa di decisivo è cambiato nella propria vita. 

Possiamo aiutarla a formulare le Sue volontà in modo che possano essere registrate nelle direttive anticipate. Le Leghe cantonali e regionali offrono consulenza a questo proposito: 

www.legacancro.ch/il-cancro/cure-palliative/direttive-anticipate-della-lega-contro-il-cancro/ 
www.legacancro.ch/regione 

La pianificazione anticipata dei trattamenti medici – in inglese «Advance Care Planning» (ACP) – costituisce un'estensione delle direttive anticipate e le completa, concentrandosi sul punto della situazione personale e sulla definizione della qualità della vita. Per la pandemia da Coronavirus, le domande dell'ACP sono state adattate. Proprio per la pandemia, è stato messo direttamente a disposizione del pubblico un documento, senza previa consulenza. Per ulteriori informazioni: 

https://www.pallnetz.ch/acp-nopa.htm 
https://www.pallnetz.ch/acp-patientenverfuegungen.htm 

Le Leghe cantonali di Zurigo, Argovia ed ora anche la Lega contro il cancro dei due semicantoni di Basilea offrono consulenze in merito all'ACP. Ulteriori informazioni (solo in tedesco):

https://zuerich.krebsliga.ch/patientenverfuegung-plus-acp
https://aargau.krebsliga.ch/angebote/beratung-und-unterstuetzung/patientenverfuegung-plus-acp/ 
https://basel.krebsliga.ch/beratung-unterstuetzung/patientenverfuegung-plus-acp/was-ist-acp/ 

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