Nel mese di maggio le temperature aumentano, i bambini trascorrono di nuovo più tempo nei parchi giochi e i giovani all'aperto sui campi sportivi. In questa stagione però, aumenta anche l'intensità dei raggi UV. Ciò costituisce un rischio per la pelle sensibile dei bambini: poiché la loro pelle non è ancora completamente sviluppata, i bambini e gli adolescenti reagiscono più rapidamente ai raggi UV rispetto agli adulti.
Ombra, vestiti, crema solare
Al centro della campagna congiunta dell’UFSP, della Lega contro il cancro, della Suva e della SSDV c’è un messaggio chiaro: l’ombra è la protezione solare più efficace. Soprattutto tra le 11 e le 15, i bambini dovrebbero stare il più possibile all’ombra, poiché in questo periodo si registra la maggior parte delle radiazioni UV giornaliere. Per i neonati vale la regola: evitare il più possibile l’esposizione diretta al sole.
Le quattro organizzazioni raccomandano inoltre di proteggere i bambini in modo coerente con indumenti adeguati. Tessuti a trama fitta e cappelli a tesa larga offrono una protezione efficace per le parti del corpo particolarmente esposte come testa, spalle e nuca. «I vestiti proteggono meglio della crema solare e sono spesso più pratici, soprattutto per i bambini, poiché non è necessario riapplicare la crema. Per gli amanti dell’acqua esistono indumenti speciali anti-UV che proteggono bene anche quando sono bagnati», spiega Joëlle Jufer, specialista in prevenzione presso la Lega svizzera contro il cancro.
I prodotti per la protezione solare completano queste misure e dovrebbero essere applicati generosamente e regolarmente sulle parti di pelle scoperte, in particolare dopo l’esposizione in acqua.
Spesso i genitori si preoccupano riguardo all’apporto di vitamina D. «Per i bambini, l’esposizione mirata al sole non è un metodo adeguato per la produzione di vitamina D. Nei primi anni di vita si raccomanda invece l’integrazione», spiega il Prof. Dr. med. Olivier Gaide, presidente della SSDV.
Sensibilizzare i giovani al loro ingresso nel mondo del lavoro
Anche per i giovani la protezione solare è un tema importante. Particolarmente a rischio sono gli apprendisti che, per motivi professionali, lavorano spesso all’aperto sotto il sole. «È fondamentale sensibilizzare i giovani apprendisti fin dall’inizio della loro formazione sull’importanza di una protezione UV costante», afferma il dr. Roland Krischek della Suva.
Le sedute di solarium aumentano notevolmente il rischio di danni alla pelle e di cancro della pelle. Dal 2019, l’ordinanza concernente la legge federale sulla protezione dai pericoli delle radiazioni non ionizzanti e degli stimoli sonori (O-LRNIS) ne regola l’uso, al fine di proteggere meglio soprattutto i giovani e le persone a rischio. «Dal punto di vista della salute, si raccomanda quindi di rinunciare, per quanto possibile, alle sedute di solarium», afferma Evelyn Stempfel dell’UFSP.
Con la loro campagna congiunta «Proteggiti dal cancro della pelle», le organizzazioni coinvolte intendono sensibilizzare la popolazione. L'obiettivo è prevenire precocemente i danni alla pelle e ridurre a lungo termine il rischio di cancro della pelle. Infatti, una protezione solare efficace durante l'infanzia contribuisce a evitare un maggior numero di casi futuri di cancro della pelle.
Protezione solare – i tre consigli più importanti
- Stare all'ombra: quando possibile rimanere all'ombra, in particolare tra le 11 e le 15. È preferibile non esporre affatto i bambini di età inferiore a 1 anno alla luce solare diretta.
- Coprire la pelle: indossare un cappello a tesa larga, occhiali da sole e indumenti lunghi.
- Crema solare: applicarla generosamente e regolarmente, scegliendo un fattore di protezione solare elevato (almeno SPF 30, per i bambini 50+) e il simbolo UVA.

