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Predisposizione genetica al cancro

Gli esperti rispondono alle Sue domande

Ecco una selezione di domande alle quali i nostri esperti hanno risposto durante le passate edizioni. 

Domande e risposte degli esperti

«Il fratello di mio marito aveva la leucemia ed è purtroppo deceduto all'età di 22 anni. Questo comporta un aumento del rischio anche per mio marito e i nostri tre figli?»
— Domanda di Olivi, 40-49 anni (giugno 2026)

Risposta di Prof. Dr. med., Dr. phil. II Karl Heinimann, direttore medico aggiunto del Servizio di Genetica Medica e responsabile del laboratorio di Genetica Molecolare

La maggior parte delle persone affette da leucemia non presenta anomalie genetiche ereditarie. In questi casi, si è verificato casualmente un errore durante la divisione cellulare. Le mutazioni genetiche che portano allo sviluppo della malattia interessano quindi solo le cellule tumorali stesse e di solito insorgono nel corso della vita.

In generale, si ritiene che il rischio per i parenti di primo grado, come suo marito, sia solo leggermente superiore rispetto alla popolazione generale, a seconda del tipo di leucemia (circa <1% fino ai 40 anni). Circa il 5-10% di tutti i casi di leucemia è dovuto a una predisposizione genetica. Oltre a un'età precoce di insorgenza della malattia, nella famiglia della persona colpita si riscontrano spesso anche altri familiari affetti da tumori. Per una valutazione più approfondita, si consiglia di consultare un medico specialista.

«Nella nostra famiglia si sono verificati numerosi casi di cancro. A mio fratello (all’epoca 57enne) è stata diagnosticato un tumore alla vescica, con coinvolgimento dell’uretra, della prostata e delle ossa. Successivamente la malattia si è diffusa in tutto il corpo (metastasi nei polmoni, alla colonna vertebrale e anche sul fondo oculare).
A 67 anni, mia sorella si è ammalata di un carcinoma anale molto raro, con metastasi al fegato e al retto e, in seguito, anche ai polmoni e probabilmente in molte altre parti del corpo.
Nessuno dei due ce l'ha fatta e purtroppo sono venuti a mancare.
Ho 63 anni e ho molte lesioni precancerose di carcinoma cutaneo non melanoma su tutto il corpo; ho già dovuto farmi rimuovere alcune lesioni maligne.
Ora mio figlio, a 18 anni, ha sviluppato un tumore ai testicoli e mi chiedo se abbia senso sottoporsi a un test genetico, dato che ho anche due figlie (di 26 e 28 anni).
Altri casi di cancro in famiglia riguardano due cugine: una ha avuto un tumore al seno e l'altra è gravemente malata di cancro al peritoneo. Quest'ultima ha avuto una fase di remissione, finché il tumore non si è diffuso all'intestino.
La mia dottoressa di famiglia mi ha detto che forse sarebbe opportuno sottopormi a un test del genere.
Avrei diritto a un rimborso da parte della cassa malattia? E a quanto ammonterebbero i relativi costi?»
— Domanda di Sommerbeginn (guigno 2026)

Risposta di Prof. Dr. med., Dr. phil. II Karl Heinimann, direttore medico aggiunto del Servizio di Genetica Medica e responsabile del laboratorio di Genetica Molecolare

Se desidera sottoporsi a un test per verificare la presenza di una predisposizione genetica, come primo passo è consigliabile ricorrere alla consulenza genetica (anziché effettuare direttamente un test genetico). Lo Swiss Cancer Institute offre informazioni generali sulla consulenza genetica, nonché un elenco di tutti i centri e/o di medici in Svizzera che forniscono consulenza e test genetici.

Trattandosi di una situazione complessa e data l’importanza di conoscere i risultati istopatologici (di che tipo di tumore ai testicoli si tratta? Carcinoma anale: associato all’HPV?), è consigliabile sottoporsi innanzitutto a una consulenza genetica. A seconda della valutazione, si potranno poi discutere eventuali accertamenti genetici utili, le implicazioni per la prole e la procedura consigliata.

La consulenza genetica dovrebbe essere richiesta tramite prescrizione da parte di uno studio medico di medicina generale, ginecologia od oncologia. In tal caso, la consulenza è una prestazione coperta dall'assicurazione sanitaria di base. Le consigliamo quindi di parlare come prima cosa con il Suo medico.

Se, nell'ambito della consulenza genetica, si ritiene opportuno effettuare un test genetico, viene presentata alla cassa malati una richiesta di garanzia di copertura dei costi. In caso di risposta positiva, l'assicurazione di base della cassa malati si fa carico dei costi del test (al netto della franchigia e dell'aliquota percentuale).

«Ho un astrocitoma e un carcinoma uroteliale. Mia zia ha avuto un tumore al seno e il morbo di Parkinson, mentre mia nonna è morta prematuramente a causa di un tumore al seno e di un tumore al pancreas.
Devo sottopormi a un test genetico insieme a mio figlio?»
— Domanda di Chui, 30-39 anni (giugno 2026)

Risposta di Prof. Dr. med., Dr. phil. II Karl Heinimann, direttore medico aggiunto del Servizio di Genetica Medica e responsabile del laboratorio di Genetica Molecolare, ospedale universitario di Basilea

Lei soffre di un astrocitoma e di un carcinoma uroteliale. A ciò si aggiungono il tumore al seno di Sua zia e la morte prematura di Sua nonna a causa di un tumore al seno e al pancreas. Talune mutazioni genetiche possono favorire lo sviluppo di diversi tipi di tumore, tra cui il cancro al seno e al pancreas. Il morbo di Parkinson di Sua zia è in questo caso secondario. Come per la maggior parte dei tumori, anche nel caso di quelli che ricorrono nella Sua famiglia si stima che solo il 5-10% sia di origine genetica. Tuttavia, la combinazione di questi fattori nella Sua famiglia giustifica un approfondimento.

Per un'analisi accurata del rischio, il passo successivo consigliato è una consulenza genetica. In questa fase, i Suoi referti diagnostici e il Suo albero genealogico vengono esaminati in modo approfondito per stabilire se sia opportuno un test genetico. Le consigliamo di discutere questa possibilità con il Suo oncologo in modo da ottenere un invio a un centro di genetica medica.

«Oltre al tumore al seno e alle ovaie, quali altri tipi di tumore insorgono con maggiore frequenza in presenza di una mutazione del gene BRCA2?»
— Domanda di Rebekka, 40-49 anni (giugno 2026)

Risposta di Prof. Dr. med., Dr. phil. II Karl Heinimann, direttore medico aggiunto del Servizio di Genetica Medica e responsabile del laboratorio di Genetica Molecolare, ospedale universitario di Basilea

Nel caso della sindrome da cancro ereditario al seno e alle ovaie (HBOC, dall'inglese Hereditary Breast and Ovarian Cancer Syndrome), causata da mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2, il rischio non riguarda solo le donne. Oltre al cancro al seno e alle ovaie, in presenza della sindrome HBOC legata al gene BRCA2 si osserva una maggiore incidenza dei seguenti tipi di tumore:

Cancro della mammella nell’uomo: gli uomini affetti dalla sindrome HBOC presentano un rischio maggiore di sviluppare il cancro della mammella.

Cancro della prostata: gli uomini sono inoltre esposti a un rischio maggiore di sviluppare tumori maligni alla prostata.

Cancro del pancreas: indipendentemente dal sesso, fra le persone interessate dalla sindrome HBOC il cancro del pancreas è più frequente rispetto alla popolazione generale.

Melanoma: presumibilmente, anche il rischio di melanoma maligno è maggiore nei portatori e nelle portatrici della mutazione.

L'eventuale presenza di un rischio maggiore di sviluppare questi tumori, e la sua entità, non dipendono solo dalla mutazione genetica alla base della malattia, ma anche dalla storia familiare e dallo stile di vita individuale.

«In caso di mutazione del gene BRCA2, consigliereste una mastectomia profilattica? So
che si tratta di una decisione molto personale e che nessuno può dire se è meglio farlo o
meno. Cosa consigliereste a un vostro familiare?»
— Domanda di Rebekka2, 40-49 anni (giugno 2026)

Risposta di Dr. Jacqueline Ritz e Prof. Dr. med., Dr. phil. II Karl Heinimann, medico assistente e direttore medico aggiunto del Servizio di Genetica Medica e responsabile del laboratorio di Genetica Molecolare, ospedale universitario di Basilea

Buongiorno

La decisione a favore o contro una mastectomia preventiva in caso di mutazione del gene BRCA2 dipende da diversi fattori, quali ad esempio la situazione personale, il profilo di rischio individuale e le proprie aspettative e priorità.

Come lei stessa sottolinea, si tratta di una decisione molto personale che solo lei può prendere.

Una mastectomia profilattica può ridurre notevolmente il rischio di sviluppare un tumore al seno.

È importante valutare sia i rischi che i benefici di una mastectomia ed effettuare una valutazione individuale del rischio. La Sua équipe medica può fornirle consulenza e supporto in vista di questa difficile decisione.

Cordiali saluti.

«Mio padre aveva un carcinoide (tumore dell'intestino tenue) a risposta ormonale.
È una malattia ereditaria?»
— Domanda di Kaolin (giugno 2026)

Risposta di Prof. Dr. med., Dr. phil. II Karl Heinimann, direttore medico aggiunto del Servizio di Genetica Medica e responsabile del laboratorio di Genetica Molecolare, ospedale universitario di Basilea

I carcinoidi dell'intestino tenue vengono oggi definiti per lo più come tumori neuroendocrini (TNE) dell'intestino tenue. Questi tumori hanno origine dalle cellule neuroendocrine produttrici di ormoni presenti nella parete intestinale. La maggior parte dei carcinoidi dell'intestino tenue non è ereditaria e si manifesta in modo cosiddetto sporadico. Ciò significa che il tumore si è sviluppato casualmente e non è dovuto a una predisposizione ereditaria.

Se Suo padre ha avuto un carcinoide dell'intestino tenue, ciò non significa quindi automaticamente che Lei o altri membri della famiglia abbiate anche voi un rischio maggiore. Se Suo padre e/o i Suoi parenti di primo e secondo grado hanno avuto altri tumori, specialmente prima dei 50 anni, si consiglia di consultare un medico specialista per una valutazione approfondita.

«La settimana scorsa mi è stato diagnosticato il coriocarcinoma gestazionale, dopo una gravidanza conclusasi 2 mesi e mezzo fa. Vorrei gentilmente sapere se questo tumore, legato alla gravidanza, possa determinare una predisposizione genetica di mia figlia, di 3 anni, per questo male.»
— Domanda di Emmli, 40-49 anni (giugno 2026)

Risposta di Prof. Dr. med., Dr. phil. II Karl Heinimann, direttore medico aggiunto del Servizio di Genetica Medica e responsabile del laboratorio di Genetica Molecolare, ospedale universitario di Basilea

Mi rincresce molto per la perdita che ha subito.

Per rispondere alla Sua domanda: si ritiene che la stragrande maggioranza dei coriocarcinomi gestazionali insorga in modo sporadico, ovvero a seguito di mutazioni casuali, per lo più epigenetiche (che non riguardano il patrimonio genetico o DNA). Tali mutazioni casuali si verificano durante la fecondazione o lo sviluppo dell’embrione.

Pertanto, non è possibile che Lei abbia trasmesso a Sua figlia di tre anni una predisposizione allo sviluppo di un carcinoma corionico.

«Ho 65 anni. Mia madre è morta di un carcinoma ovarico. Nel 2019 mi è stato diagnosticato un carcinoma intraepiteliale sieroso delle tube (STIC) in una tuba di Falloppio. Durante il successivo test genetico è stata rilevata una variante di significato incerto (VUS per Variant of Uncertain Significance in inglese) nel gene MLH1. Quali sono i rischi per me? È opportuno che i miei figli si sottopongano a un test genetico?
Questa primavera mi è stato diagnosticato un carcinoma papillare della tiroide. C’è una correlazione con la variante VUS del gene MLH1?»
— Domanda di Therese (giugno 2026)

Risposta di Dr. Jacqueline Ritz, medico assistente e Prof. Dr. med., Dr. phil. II Karl Heinimann, direttore medico aggiunto del Servizio di Genetica Medica e responsabile del laboratorio di Genetica Molecolare, ospedale universitario di Basilea

Si parla di sindrome tumorale ereditaria quando nella linea germinale è presente una variante genetica patogena che aumenta il rischio di sviluppare determinati tipi di tumore. Una variante di significato clinico incerto (VUS), invece, non è indicativa di una tale sindrome tumorale ereditaria, poiché non è stato possibile chiarire in modo definitivo il significato della mutazione genetica. Rimane quindi da stabilire se si tratti di una variante patogena o innocua.

In linea di massima, le VUS non dovrebbero essere prese in considerazione nelle decisioni mediche o terapeutiche e non sono adatte per lo screening dei familiari sani (bambini e altri). In una situazione del genere, gli esami di diagnosi precoce o di follow-up dipendono dalla propria storia clinica oncologica e da quella familiare.

In caso di individuazione di una VUS, si raccomanda in genere di procedere a una nuova valutazione dei dati relativi a tale variante dopo circa 2-5 anni. Nel frattempo potrebbero essere disponibili nuove conoscenze scientifiche rilevanti per la valutazione della variante identificata nel gene MLH1. Può discuterne con i medici curanti che hanno richiesto l’esame genetico oppure rivolgersi a un centro specializzato in genetica medica o farsi indirizzare a un centro specializzato in genetica medica.

Il carcinoma papillare della tiroide insorge nella maggior parte dei casi in modo sporadico (casuale) e non in seguito a una predisposizione tumorale; in particolare, il cancro alla tiroide non rientra tra i tumori tipici associati al gene MLH1. Per una valutazione più accurata, tuttavia, sono necessarie ulteriori informazioni. Pertanto, le consigliamo di consultare la Sua équipe curante anche a questo proposito.

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