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Consultazione online

Oncologia integrata e terapie complementari

Gli esperti rispondono

Perché quando si trovano risposte è tutto più facile. 
Che cosa avreste sempre voluto sapere sull’associazione, alle terapie oncologiche, delle terapie complementari, quali l’agopuntura, la fitoterapia, la medicina antroposofica, varie tecniche di rilassamento e altro ancora? 
Nausea, stanchezza, dolori, vampate di calore, disturbi del sonno...  tutte sfide alle quali potreste essere confrontati. Interrogate i nostri esperti.  

Ecco una selezione di domande alle quali i nostri esperti hanno risposto durante le passate edizioni. 

Domande e risposte degli esperti

«Mio marito inizierà la chemioterapia la prossima settimana. Purtroppo, presso il centro di medicina complementare dell'ospedale universitario di Zurigo non ci sono appuntamenti disponibili prima di due mesi. Come possiamo trovare un buon centro? Cercare su Internet ci sembra troppo difficile in questo momento.»
— Domanda di Alma (30 aprile 2026)­

Dr. med. M. Schlaeppi, direttore del Centro di medicina integrativa dell'Ospedale cantonale di San Gallo:

È comprensibile che in questo momento non abbia l'energia per fare lunghe ricerche su Internet.   

Nell'elenco dei membri dello Swiss Network for Integrative Oncology può cercare in modo mirato un altro servizio di oncologia integrata.   

 Auguro ogni bene sia a Lei che a Suo marito. 

«Salve, 
nel 2020 mi è stato asportato chirurgicamente un carcinoma parotideo. All’operazione sono seguite 33 sedute di radioterapia.  Dopo la fase acuta, da un giorno all'altro è subentrata una sensazione di affaticamento.
Oggi, 6 anni dopo, la situazione è sicuramente migliorata, ma è ancora ben lontana dall'essere buona e riduce la mia qualità di vita. Desidero ardentemente ritrovare la forma fisica e mentale.
Cosa consiglia alle persone che si trovano in questa situazione? Grazie di cuore e cordiali saluti.»
— Domanda di Staila (30 aprile 2026)­

Dr. med. M. Schlaeppi, direttore del Centro di medicina integrativa dell'Ospedale cantonale di San Gallo:

L'allenamento fisico, abbinato alla consulenza e/o alla terapia psico-oncologica, potrebbe migliorare le Sue prestazioni fisiche e mentali. In particolare, l'attività fisica che favorisce la resistenza riduce l'affaticamento. La psico-oncologia è la disciplina che si occupa delle conseguenze psicologiche del cancro e delle relative cure: trovare sostegno. Inoltre, potrebbero essere utili terapie come l'agopuntura, il vischio o una terapia del movimento consapevole (ad es. Tai Chi, Qi Gong, euritmia terapeutica). 

Nell'elenco dei membri dello Swiss Network for Integrative Oncology può cercare un ambulatorio di medicina integrata vicino a casa Sua per una consulenza personalizzata e l'elaborazione di un piano d'azione individuale. Inoltre, alcuni centri di cura offrono consulenze specialistiche nella gestione della stanchezza. 

Verifichi se sta assumendo farmaci che possono provocare sonnolenza e affaticamento, come ad esempio analgesici potenti (oppiacei), farmaci che agiscono sul sistema nervoso, sonniferi, determinati farmaci per il cuore come i beta-bloccanti o le statine (ipolipemizzanti). Eventualmente, in accordo con il suo medico, è possibile ridurre la dose o sostituire il farmaco con uno contenente un principio attivo diverso.   

Consigli pratici: 

  • Cosa voglio fare da solo?   
  • Cosa posso delegare?   
  •  Cosa posso delegare e a chi?    
  • In quale momento della giornata ho più energia?   
  • Qual è la mia priorità?   
  • Faccia ciò che per Lei è più importante nel momento della giornata in cui si sente più in forma. Per ogni impegno inderogabile svolga un’attività che La appaga, arricchisce e Le fa bene.     
  • Suddivida i compiti o i progetti impegnativi in obiettivi parziali realistici.    
  • Evitati consapevolmente ciò che Le toglie energia.

«Sono all'ultimo ciclo di chemioterapia dopo una resezione gastrica. Il mio problema è la mancanza di appetito e, a volte, il cibo addirittura mi ripugna. Finora sono riuscita a mantenere il mio peso (49 kg), ma ciò richiede un grande sforzo da parte mia. Esiste qualcosa nel campo della medicina complementare per stimolare l'appetito? Ho provato con i vari tipi di integratori alimentari da bere, ma non riesco proprio a mandarli giù e la mia avversione contro il cibo aumenta ancora di più. Grazie mille»
— Domanda di Nina (30 aprile 2026)­

Dr. med. M. Schlaeppi, direttore del Centro di medicina integrativa dell'Ospedale cantonale di San Gallo:

Mantenere il peso costante Le richiede un grande sforzo. È importante assicurarsi di avere un transito intestinale regolare. Gli stimolatori naturali dell'appetito sono le sostanze amare (radice di genziana, assenzio/Artemisia absinthium, entrambe ad esempio sotto forma di infuso), le spezie (zenzero, cannella) e le erbe aromatiche, che aumentano l'appetito favorendo la secrezione dei succhi gastrici. 

L'attività fisica può stimolare l'appetito. Per ulteriori informazioni al riguardo, può consultare l'opuscolo della Lega contro il cancro «Attività fisica e cancro». 

In alcuni casi, l'agopuntura o la terapia con il vischio possono essere utili per stimolare l'appetito.

Nella guida della Lega contro il cancro «Alimentazione e cancro» trova consigli in caso di perdita dell’appetito:

  • Mangi regolarmente, anche se si tratta solo di piccole porzioni (p. es. colazione, spuntino a metà mattina, pranzo, spuntino a metà pomeriggio, cena, spuntino prima di andare a dormire, spuntino notturno). 
  • Mangi alimenti ad alto contenuto calorico. 
  • È opportuno che abbia sempre a disposizione qualcosa da mangiare, per poter nutrirsi quando Le viene appetito o quando si sente meglio. 
  • Chieda a qualcuno di cucinare per Lei. 
  • Prepari i pasti in modo che abbiano un aspetto appetitoso. 

«Quali rimedi esistono per alleviare i dolori articolari e le vampate di calore?»
— Domanda di Pia (1° maggio 2026)­

Dr. med. M. Schlaeppi, direttore del Centro di medicina integrativa dell'Ospedale cantonale di San Gallo:

Secondo le linee guida sulla medicina complementare nel trattamento dei pazienti oncologici, nelle pazienti affette da cancro al seno la Cimicifuga racemosa (black cohosh in inglese) può ridurre i sintomi della menopausa associati alla terapia, come i dolori articolari e le vampate di calore. Nelle pazienti con cancro al seno o altri tumori ginecologici, la riduzione dello stress basata sulla mindfulness può essere d'aiuto dopo la terapia adiuvante. Nelle pazienti con cancro al seno, lo yoga può rivelarsi utile se praticato dopo il completamento della chemioterapia/radioterapia.   

Si rivolga a un medico specialista in possesso di un attestato di competenza riconosciuto nel campo della medicina complementare. Il medico valuterà se le misure di medicina complementare menzionate sono adatte nel Suo caso. Nell’elenco dei membri dello Swiss Network for Integrative Oncology può cercare un centro di riferimento vicino a dove vive.    

Discuta sempre con l’oncologo/a che la segue l'uso di terapie complementari, in particolare l'assunzione di preparati a base di erbe come la Cimicifuga racemosa. Ciò garantisce che le terapie complementari siano perfettamente coordinate con la terapia antitumorale in corso e che non si verifichino interazioni indesiderate.  

Inoltre, può rivolgersi alla Lega cancro più vicina per ottenere informazioni sulle offerte regionali nel campo della medicina mente-corpo e della medicina complementare, come ad esempio i programmi di riabilitazione oncologica, i consulti per la gestione della stanchezza, l’attività fisica e le tecniche di rilassamento praticate in gruppo.

«Dove trovo centri di oncologia integrativa in Svizzera? Abito nella Svizzera centrale.
Dove posso ottenere una consulenza sull’oncologia integrativa? Purtroppo il mio ospedale non ha quest’offerta e devo ricercare tutto da sola. È molto impegnativo.»
— Domanda di Lilie (31 marzo 2021)­

Dr. med. M. Schlaeppi:

Buongiorno Lilie,

Le forme di terapia complementare servono ad alleviare vari sintomi e attivano le forze di autorigenerazione. L’oncologia integrativa comprende terapie complementari e terapie convenzionali contro il cancro. Questi due approcci non sono antagonisti, non si escludono a vicenda ma si completano con i rispettivi vantaggi e punti forti.

In Svizzera esistono diversi istituti e centri che offrono forme di terapia complementare nel trattamento contro il cancro. Per esempio può rivolgersi al Centro di medicina integrativa di San Gallo , all’ Istituto di medicina complementare e integrativa dell’Ospedale universitario di Zurigo , al Centro di senologia dell’Ospedale cantonale di Lucerna o all’ Istituto di medicina complementare e integrativa dell’Ospedale universitario di Berna .

Il concetto di medicina complementare e integrativa include anche l’oncologia integrativa.

«Verzenios® mi causa disturbi intestinali. Soffro di colite ulcerosa, che è rimasta in remissione per molti anni. Da quando assumo le compresse di Verzenios®, ho continue ricadute. Come posso proteggere e sostenere il mio intestino? 
I miei livelli di RC (reticolociti) sono costantemente ben al di sotto della norma con Verzenios®. Di conseguenza, anche la mia energia e la mia resistenza ne risentono. Cosa si può fare al riguardo?»
— Domanda di Tanja (21 avrile 2026)

Dr. med. Marc Schlaeppi, direttore del Centro di medicina integrativa dell'Ospedale cantonale di San Gallo:

È comprensibile che la situazione attuale Le pesi, soprattutto considerando che la Sua colite ulcerosa era rimasta stabile per anni.

Verzenios® può causare molto frequentemente (in più di un paziente su 10) gli effetti indesiderati da Lei segnalati (diarrea, anemia e affaticamento). In presenza di colite ulcerosa preesistente, Verzenios® può favorire e aggravare le riacutizzazioni.  

Non interrompa né sospenda l'assunzione di Verzenios® di propria iniziativa, ma discuta la Sua situazione con l'oncologo e con il gastroenterologo.   

È possibile che la Sua colite ulcerosa si sia riacutizzata. La diarrea non è solo un effetto collaterale di Verzenios®. È quindi necessario sottoporsi a una visita specialistica gastroenterologica: si faccia indirizzare a uno specialista in gastroenterologia oppure fissi un appuntamento con il Suo gastroenterologo.

Oltre alle misure concordate con il gastroenterologo, l’agopuntura potrebbe alleviare la diarrea e la stanchezza. 

Inoltre, per migliorare la vitalità, può essere utile ricorrere a una terapia di movimento dolce e consapevole (come il qigong, il tai chi o l'euritmia terapeutica). 

Si rivolga a un medico specialista in possesso di un attestato di competenza riconosciuto nel campo della medicina complementare. Il medico valuterà se le misure di medicina complementare menzionate sono adatte nel Suo caso. Nell’elenco dei membri dello Swiss Network for Integrative Oncology può cercare un centro di riferimento vicino a dove vive.

«Attualmente sto assumendo letrozolo per un tumore al seno, mi sento affaticata, ho preso peso, soffro di insonnia e ho dolori articolari. Sto assumendo magnesio bisglicinato, che mi aiuta un po'. Ho letto che la creatina può essere d'aiuto. Cosa ne pensate? E quali altri consigli potete darmi? Grazie!»
— Domanda di Maria D. (22 avrile 2026)

Dr. med. Marc Schlaeppi, direttore del Centro di medicina integrativa dell'Ospedale cantonale di San Gallo:

L'efficacia della creatina come trattamento specifico degli effetti collaterali del letrozolo non è stata dimostrata. Esistono inoltre indicazioni (Memorial Sloan Kettering Cancer Center) secondo cui la creatina potrebbe favorire l'aumento di peso dovuto alla ritenzione idrica nei tessuti, crampi muscolari o problemi renali; per questo motivo, data la sua situazione attuale, non la consiglierei.

Secondo le linee guida sulla medicina complementare nel trattamento dei pazienti oncologici, nelle pazienti affette da cancro al seno la Cimicifuga racemosa (black cohosh in inglese) può ridurre i sintomi della menopausa associati alla terapia, come i dolori articolari. Nelle pazienti con cancro al seno o altri tumori ginecologici, la riduzione dello stress basata sulla mindfulness può essere d'aiuto dopo la terapia adiuvante. Nelle pazienti con cancro al seno, lo yoga può rivelarsi utile se praticato dopo il completamento della chemioterapia/radioterapia.  

L’agopuntura per alleviare la stanchezza potrebbe essere una possibilità. Anche una terapia di movimento consapevole (come il qigong, il tai chi o l'euritmia terapeutica) può rappresentare un'opzione per migliorare la vitalità. 

Un/una dietista potrebbe darle consigli alimentari personalizzati per il controllo del peso.

Si rivolga a un medico specialista in possesso di un attestato di competenza riconosciuto nel campo della medicina complementare. Il medico valuterà se le misure di medicina complementare menzionate sono adatte nel Suo caso. Nell’elenco dei membri dello Swiss Network for Integrative Oncology può cercare un centro di riferimento vicino a dove vive. 

Discuta sempre con l’oncologo/a che la segue l'uso di terapie complementari, in particolare l'assunzione di integratori alimentari come la creatina e di preparati a base di erbe come la Cimicifuga racemosa. Ciò garantisce che le terapie complementari siano perfettamente coordinate con la terapia antitumorale in corso e che non si verifichino interazioni indesiderate. 

Inoltre, può rivolgersi alla Lega cancro più vicina per ottenere informazioni sulle offerte regionali nel campo della medicina mente-corpo e della medicina complementare, come ad esempio i programmi di riabilitazione oncologica, i consulti per la gestione della stanchezza, l’attività fisica e le tecniche di rilassamento praticate in gruppo.

«Cosa posso fare per combattere i disturbi del sonno che sono comparsi dopo che ho iniziato a prendere il letrozolo? Faccio yoga, medito, faccio molto movimento e non bevo alcolici.»
— Domanda di Tx (8 maggio 2026)

Dr. med. Marc Schlaeppi, direttore del Centro di medicina integrativa dell'Ospedale cantonale di San Gallo:

Sta già facendo molte cose nel modo giusto. Tra le terapie complementari di comprovata efficacia contro i disturbi del sonno figurano il Tai Chi e il Qi Gong.  

Anche l'agopuntura, la Mindfulness-Based Stress Reduction (MBSR), lo yoga e un trattamento che combina diverse terapie antroposofiche possono contribuire a migliorare la qualità del sonno.

«Perché nel cancro del pancreas non si impiega un’immunoterapia?»
— Domanda di Claudia (27 avrile 2021)

Dr. med. M. Schlaeppi:

Buongiorno Claudia,

purtroppo le immunoterapie non agiscono in tutte le persone affette da un cancro. In alcuni tumori, trattamenti come gli inibitori dei checkpoint immunitari e la terapia cellulare CAR-T hanno già esibito una buona efficacia. Nel melanoma, nel cancro polmonare e nel cancro del pancreas, invece, non è ancora stata dimostrata la loro efficacia. Perciò in Europa attualmente non sono omologate immunoterapie per il trattamento standard del cancro del pancreas.

Se un’équipe di trattamento dovesse comunque decidere di fare un tentativo, si tratterebbe di un cosiddetto impiego «off-label», ossia, non sarebbe garantito il rimborso della cassa malati. L’esito della terapia è incerto.

Invito Lei o la persona colpita a chiedere all’équipe curante quali terapie sono impiegate e con quali obiettivi. Può approfittare dell’occasione per parlare dei metodi di trattamento che Le interessano e chiedere perché (non) sono presi in considerazione.

Un’ulteriore opzione è rappresentata dalla medicina integrativa con le sue misure di sostegno e alleviamento dei sintomi: p. es. una terapia del vischio, l’agopuntura, o i metodi della mind-body medicine.

«Buongiorno, mia madre è da quasi un anno in terapia per un cancro polmonare: si tratta di un trattamento palliativo. Dal giugno 2020 riceve ogni 3 settimane una chemioterapia e nel gennaio 2021 è stata sottoposta anche a una radioterapia dei polmoni e della testa.
2-3 mesi dopo la diagnosi è riuscita a smettere di fumare. Ma quello che mi turba è il suo consumo regolare di alcol, non so di preciso quanto, ma stimo che beva da mezza a una bottiglia di vino al giorno. Naturalmente lo fa di nascosto.
3 giorni fa è passata al medicamento entrectinib e adesso prende 3 compresse al giorno. Quanto è pericoloso un consumo regolare di alcol durante una chemioterapia/un trattamento con entrectinib?
Grazie mille EJ»
— Domanda di Eminaj (28 aprile 2021)

Dr. med. M. Schlaeppi:

Buongiorno EJ,

ci chiede consiglio riguardo a Sua madre, che si trova in una situazione palliativa a causa di un cancro polmonare e assume entrectinib. Sua madre è riuscita a smettere di fumare. Ma beve di nascosto circa una bottiglia di vino al giorno. Si domanda se il consumo di alcol possa avere un influsso sulla terapia con il farmaco entrectinib.

Il consumo combinato di alcol e medicamenti può provocare numerose interazioni, sicuramente indesiderate e possibilmente pericolose.

Riesce a immaginarsi di parlarne con Sua madre? In seguito, se necessario e con il consenso di Sua madre, dovrebbe parlarne anche con il medico.

Non so che influsso specifico abbia il consumo di alcol sull’assunzione di entrectinib. Anche questo è un aspetto che, sempre con il consenso di Sua madre, Lei o Sua madre stessa dovrebbe discutere con l’oncologo curante.

«Esistono rimedi della medicina alternativa che possano aiutare a prevenire una recidiva dopo il trattamento di un carcinoma orofaringeo? Qualche consiglio?»
— Domanda di Ma (7 maggio 2026)

Dr. med. Marc Schlaeppi, direttore del Centro di medicina integrativa dell'Ospedale cantonale di San Gallo

Per ogni paziente viene elaborato un programma personalizzato di controlli periodici. Il follow up oncologico tiene conto del rischio individuale e viene definito in accordo con lo specialista. 

Perché è importante il follow-up?
I controlli periodici consentono diagnosticare precocemente  

  • recidive (una ripresa della malattia) 
  • secondi tumori (nuove neoplasie indipendenti dalla prima diagnosi e dalle recidive) 
       

Cosa può fare chi ha avuto il cancro?
Per prevenire una recidiva valgono le raccomandazioni per ridurre il rischio di cancro:

  • alimentazione equilibrata  
  • attività fisica regolare   
  • astensione dal fumo  
  • consumo moderato di alcol 
       

Servizi di supporto
Le terapie complementari possono migliorare il benessere e la qualità della vita. Tramite lo Swiss Network for Integrative Oncology è possibile trovare centri di consulenza nelle proprie vicinanze.

Buono a sapersi
Non esistono metodi di medicina alternativa che si siano dimostrati efficaci nella prevenzione delle recidive.

«Mia madre di 73 anni soffre di mieloma multiplo. Ha sentito parlare della terapia con la vitamina C. Il suo oncologo sarebbe d’accordo a somministrarle questo trattamento, a condizione che lei gli trovi un protocollo …
Attualmente riceve Iscador. L’anno scorso ha seguito una chemioterapia.
Conosce un trattamento di questo tipo o un centro oncologico che possa offrirlo? Grazie in anticipo»
— Domanda di Gabrielle (6 maggio 2021)

Dr. med. Marc Schlaeppi

Secondo i suoi fautori, la somministrazione per iniezione di vitamina C dovrebbe aumentare l’efficacia della terapia anticancro, prolungare la sopravvivenza in caso di malattia tumorale incurabile, prevenire il cancro, integrare le terapie convenzionali.

Gli studi clinici condotti finora non hanno fornito prove sufficienti di un’efficacia della vitamina C contro il cancro negli esseri umani. Di conseguenza, la somministrazione di elevate dosi di vitamina C non può essere raccomandata per il trattamento del cancro.

Gli effetti indesiderati della vitamina C ad alto dosaggio sono di minima entità, a condizione che la paziente sia adeguatamente sorvegliata e, in particolare, che siano esclusi un deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi e una malattia dei reni.
Tuttavia, a mio modo di vedere, la vitamina C ad alto dosaggio va considerata una terapia sperimentale e, come tale, è da somministrare nell’ambito di studi clinici.

Sul sito web della farmacia dell’Ospedale universitario di Ginevra (HUG) trova uno schema di trattamento che può sottoporre all’oncologo curante.

«Buongiorno,
mia mamma ha un tumore in fase avanzata al polmone. E' stata sottoposta a cicli di chemioterapia fino alla fine del 2020.
In questo periodo avrebbe dovuto iniziare l'immunoterapia, ma sono sopraggiunti altri problemi di salute quindi è stato tutto sospeso. Vorrei continuare con qualche cura complementare per poterla aiutare a stare meglio e magari arrestare la crescita del tumore.
Che consiglia? A chi mi posso rivolgere? Grazie di cuore!»
— Domanda di Anna (22 aprile 2021)

Dr. med. Marc Schlaeppi

Vorrebbe colmare la pausa terapeutica assumendo un ruolo attivo nella cura di Sua mamma. Non vuole lasciare nulla d’intentato per aiutare Sua mamma. Si informa su che cosa si potrebbe ancora fare per migliorare la prognosi e la qualità di vita di Sua mamma. Dalla medicina complementare Lei si attende che offra un metodo efficace contro il suo tipo di tumore polmonare e le sue conseguenze.

Manca l’evidenza scientifica per l’efficacia della medicina complementare in termini di sopravvivenza in presenza di un tumore polmonare avanzato. Tuttavia molte persone malate di cancro si avvalgono della medicina complementare per migliorare la loro qualità di vita. La medicina complementare può essere integrata in oncologia e nelle cure palliative. È essenziale informare l’oncologo o l’oncologa che segue Sua mamma sull’impiego di pratiche non convenzionali (fitoterapici inclusi) affinché si possano escludere incompatibilità con la terapia convenzionale in corso.

«Cosa può consigliare in merito alla medicina complementare in caso di adenocarcinoma della prostata VD.a.cT3b cN1 cm0, punteggio di Gleason 4+3= 7b, gruppo ISUP 3, data di diagnosi 04/23?»
— Domanda di Jackie (8 maggio 2026)

Dr. med. Marc Schlaeppi, direttore del Centro di medicina integrativa dell'Ospedale cantonale di San Gallo:

Il ricorso a terapie complementari dipende soprattutto dai disturbi individuali o dagli effetti collaterali della terapia convenzionale.   

Si tratta quindi di adattare la terapia complementare al Suo stato di salute attuale. Nell'elenco dei membri dello Swiss Network for Integrative Oncology (SNIO) può trovare ambulatori di oncologia integrata nelle Sue vicinanze dove farsi consigliare. Il sito web dello SNIO è disponibile solo in inglese. Informazioni in lingua italiana sul tema dell'integrazione della medicina complementare in oncologia sono disponibili nell’opuscolo della Lega cancro intitolato «Medicina complementare e cancro».

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