«Mi è stato diagnosticato un carcinoma dell’endometrio con un linfonodo coinvolto. L’utero, le ovaie, la cervice uterina e 4 linfonodi sentinella sono stati asportati. Ora sto seguendo una chemioterapia a base di paclitaxel e carboplatino: 6 cicli ogni 3 settimane. Purtroppo, già dopo la prima infusione, nonostante la terapia profilattica del freddo, si è manifestata una neuropatia alle punte delle dita delle mani e dei piedi. Voglio fare tutto il possibile per portare a termine le 6 sedute di terapia e ora sono preoccupata per un possibile aggravamento della neuropatia. Oltre all’agopuntura, all’attività fisica e agli esercizi ginnici, c’è qualcos’altro che possa fare a titolo preventivo e curativo per i prossimi cicli?
La mia domanda attuale: livelli adeguati di vitamina B12 e ferro nel sangue durante l’infusione chemioterapica influiscono, tra l’altro, sull’insorgenza di una neuropatia? I miei valori attuali sono: vitamina B12 345 ng/ml, emoglobina 11,8 (unità?). È prevista una trasfusione di ferro. Avrei preferito riceverla prima dell’inizio della chemioterapia, ma l’oncologo curante ha ritenuto sufficiente somministrarla solo durante la seconda seduta di chemioterapia, prevista per giovedì prossimo.
Qual è l’apporto supplementare di vitamina B12 adeguato che non interferisce con la chemioterapia? Avrei a disposizione un preparato contenente 500 µg di vitamina B12, oltre a 60 mg di glutammina e 40 mg di DL-fosfonoserina. Posso assumerlo e con quale frequenza? »
— Domanda di Claudia, 60-69 anni
Risposta dell’esperta, Dr. Med. Anita Wolfer, oncologa senologa, medico aggiunto presso il servizio di oncologia HUG, direttrice del Centro di senologia dell’ospedale universitario di Ginevra (HUG)
Sta già facendo molte cose giuste per contrastare la polineuropatia indotta dalla chemioterapia (CIPN).
Al termine della chemioterapia neurotossica, i sintomi della CIPN si attenuano generalmente in modo graduale nel corso di alcuni mesi, dopo una fase di plateau di durata variabile. Tuttavia, in seguito a una chemioterapia a base di platino, i sintomi neurologici possono continuare a progredire per un periodo di fino a tre mesi a causa della permanenza della sostanza nociva attiva nel nervo. Possono quindi volerci mesi prima che i sintomi diminuiscano e occorre molta pazienza! In rari casi, i sintomi possono persistere anche per anni e ridurre significativamente la qualità della vita; per questo motivo è importante parlarne con il proprio medico.
Purtroppo non esistono misure preventive o terapeutiche sufficientemente efficaci in grado di prevenire o curare in modo affidabile la polineuropatia indotta dalla chemioterapia.
L'applicazione di freddo (crioterapia) e bendaggi compressivi prima e durante la somministrazione della terapia possono eventualmente rallentare l'insorgenza o la gravità di una CIPN, ma questa non è ancora riconosciuta come pratica standard. Si raccomanda di praticare regolarmente attività fisica già durante la terapia, anche a scopo preventivo. Gli esercizi sono disponibili sul sito della Lega svizzera contro il cancro (video su YouTube) e descritti nell’opuscolo intitolato «Cancro e neuropatia periferica».
In caso di CIPN conclamata, per migliorare la funzionalità è opportuno ricorrere a una terapia motoria:
Esercizi di equilibrio
Allenamento sensomotorio
Allenamento della coordinazione
Allenamento con vibrazioni
(allenamento della motricità fine)
Su You Tube sono riportati anche gli esercizi terapeutici, oltre a una guida per l’allenamento regolare alla deambulazione.
Farmaci: per il trattamento del dolore neuropatico possono essere proposte terapie farmacologiche. Ciò dovrebbe essere discusso con l’équipe curante. Nella maggior parte dei casi vengono utilizzati analgesici, antidepressivi o anticonvulsivanti.
Consigli per tutti i giorni
Attività fisica quotidiana, passeggiate (un contapassi può essere d’aiuto)
Allenamento di forza (adattato)
Controllare e adattare le scarpe, preferendo scarpe chiuse (scarpe da jogging morbide)
Esercizi di rilassamento e stretching (yoga)
Proteggere mani e piedi dal freddo estremo e dagli sbalzi di temperatura
Cura regolare della pelle e delle unghie (mani e piedi)
Creme rinfrescanti in caso di crampi (crema fredda con l’1% di mentolo, gel al magnesio)
Quando è opportuno rivolgersi a un medico?
Non appena compaiono i sintomi, è fondamentale informare l’équipe curante: potrebbe essere necessaria una riduzione della dose o un cambio di farmaco. Com’è comprensibile vuole portare a termine il trattamento a tutti i costi per ridurre al massimo il rischio di recidiva, ma è comunque importante parlarne con il suo medico, in modo che il trattamento possa essere eventualmente adeguato. La sua qualità di vita futura è importante.
Una carenza di vitamina B12 può avere un ruolo nella CIPN, poiché può causare danni ai nervi o aggravare quelli già esistenti. Tuttavia, i suoi valori attuali sono nella norma e non è necessario assumere vitamina B12 in aggiunta. Un basso livello di ferro non è noto come fattore scatenante tipico della CIPN. La preghiamo di discutere con il suo oncologo curante i tempi e il dosaggio di un’eventuale terapia sostitutiva.