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Lega contro il cancroMediaComunicati stampaIl potenziale di vecchi farmaci e di nuovi metodi d’indagine

Il potenziale di vecchi farmaci e di nuovi metodi d’indagine

Nell’edizione 2017 del rapporto «La ricerca contro il cancro in Svizzera» vengono descritte le proprietà inaspettate di vecchie sostanze accanto agli incoraggianti progressi della caccia alle cellule tumorali che circolano nel sangue. Il rapporto include anche un resoconto delle attività di promozione della ricerca della fondazione Ricerca svizzera contro il cancro, della Lega svizzera contro il cancro e delle leghe cantonali e regionali.

Talvolta vecchi farmaci già quasi dimenticati possono rendersi utili in campi della medicina completamente diversi. Per esempio, in uno studio clinico finanziato anche dalla Lega svizzera contro il cancro, un gruppo di ricercatori ha scoperto che il nelfinavir – una sostanza che negli anni 1990 faceva parte della terapia standard dell'infezione da HIV prima di essere soppiantata da farmaci più efficaci – produce risultati sorprendenti nel trattamento del mieloma multiplo. Nella sua relazione, Christoph Driessen, responsabile dello studio e primario di oncologia ed ematologia all'Ospedale cantonale di San Gallo, elenca altri esempi simili a dimostrazione che vecchi medicamenti assomigliano a un tesoro sepolto tutto da riscoprire nella ricerca clinica.

La maggior parte dei tumori diventa letale solo quando forma metastasi. Uno dei primi passi di questo decorso sfavorevole è la presenza delle cosiddette cellule tumorali circolanti, che finora a causa della loro quantità esigua erano sempre sfuggite ai tentativi sperimentali di individuarle. Ora però i progressi della tecnica consentono di riconoscerle tramite le cosiddette biopsie liquide. Nicola Aceto, capo di un gruppo di ricerca dell'Università di Basilea, descrive le sfide che la scienza deve affrontare. Ma per lui e per molti altri è chiaro che la biopsia liquida rappresenta il futuro.

25,3 milioni di franchi per 189 progetti di ricerca

Dal potenziale ancora largamente inesplorato della conversione terapeutica di vecchi medicamenti fino alla possibilità, per ora solo abbozzata, di individuare i segni del cancro nel sangue dei pazienti, i contributi dei ricercatori pubblicati nella nuova edizione del rapporto «La ricerca contro il cancro in Svizzera» lasciano ben sperare negli sviluppi futuri. Altre relazioni richiamano l’attenzione sui bisogni, insufficientemente indagati, delle persone che da bambini hanno sopravvissuto a un cancro. O illustrano le differenze tra un cancro del seno in età relativamente giovane e quello che colpisce le donne anziane. Oltre alle novità scientifiche, il rapporto include il resoconto delle attività di promozione della ricerca della fondazione Ricerca svizzera contro il cancro, della Lega svizzera contro il cancro e delle leghe cantonali e regionali. Complessivamente, nel 2016 queste organizzazioni hanno sostenuto 189 progetti di ricerca con una somma totale di 25,3 milioni di franchi.

Il rapporto è disponibile in tedesco, francese e inglese e si può ordinare gratuitamente in formato cartaceo o scaricare in formato PDF sul sito www.legacancro.ch/rapportoricerca.