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Lega contro il cancroRicercaPremiSWISS BRIDGE AWARDPremi

SWISS BRIDGE AWARD

Il settore Promozione della ricerca della Lega svizzera contro il cancro organizza il bando e la valutazione dei progetti per il premio Swiss Bridge Award. La Fondazione Swiss Bridge è stata istituita nel 1997 su iniziativa di Thomas Hoepli, ex direttore e oggi membro del consiglio di fondazione, con il sostegno della Lega svizzera contro il cancro, con lo scopo di finanziare – grazie a donazioni di privati e fondazioni – progetti di alta qualità nel campo della ricerca sui tumori. Il bando di partecipazione viene emesso ogni anno in primavera. Nell'autunno seguente, dopo attenta valutazione dei progetti presentati, vengono annunciati i vincitori.

La fondazione Swiss Bridge ha assegnato più di 25 milioni di franchi a ricerche condotte in Belgio, Brasile, Germania, Gran Bretagna, Francia, Israele, Italia, Norvegia, Svezia, Spagna e Svizzera.

Consegna del premio 2017

Nel 2017, il bando per il premio della Fondazione Swiss Bridge era riservato a ricercatori sotto i 45 anni dedicati allo studio della complessa interazione con cui le cellule tumorali e le cellule nelle loro immediate vicinanze si influenzano reciprocamente. Questa interazione non è di interesse unicamente teorico ma ha anche implicazioni pratiche, come dimostra il fatto che sempre più approcci terapeutici non mirano direttamente a colpire le cellule tumorali, ma cercano di ostacolarne l’approvvigionamento di sangue o di indurre le cellule immunitarie ad attaccare quelle maligne.

Date queste premesse, per il premio di quest’anno si sono candidati in tutto 59 ricercatori. Dopo una procedura di valutazione in due fasi, una giuria composta da 11 membri ha selezionato due progetti. Oggi, i responsabili dei due progetti, Yaron Carmi dell'Università di Tel Aviv in Israele e Johanna Joyce dell'Università di Losanna, ricevono 250 000 franchi ciascuno per la realizzazione dei rispettivi studi.

Interazione di diverse cellule immunitarie

Con il loro progetto, Yaron Carmi e il suo gruppo intendono scoprire cosa impedisce alle cosiddette cellule T citotossiche di penetrare nell'area occupata dal tumore. Nelle immediate vicinanze della maggior parte dei tumori, in realtà, ci sono molte altre cellule immunitarie, le cosiddette cellule dendritiche. Tali cellule svolgono un ruolo importante nella maturazione e nell'attivazione delle cellule T citotossiche. Dalla precisa analisi di questa interazione tra diverse classi di cellule immunitarie, Carmi e gli altri ricercatori confidano di poter trarre nuove indicazioni e idee per il miglioramento delle terapie immunitarie, che al momento, purtroppo, sono efficaci solo su una piccola parte dei pazienti.

Nuovi approcci terapeutici contro le metastasi cerebrali

Il progetto di Johanna Joyce, invece, prevede lo studio del ruolo delle cellule immunitarie nei pressi delle metastasi cerebrali. Per lungo tempo, la scienza ha ritenuto che la cosiddetta barriera emato-encefalica impedisse alle cellule immunitarie di penetrare nel cervello. Svariate ricerche, tuttavia, suggeriscono che nei tumori in stato avanzato la barriera emato-encefalica sia sempre meno ermetica e consenta il passaggio di cellule tumorali così come di cellule immunitarie. Nei campioni bioptici delle metastasi cerebrali di pazienti affetti da tumore al seno o ai polmoni si riscontrano spesso cellule immunitarie, in larga parte granulociti neutrofili. Joyce e il suo gruppo intendono decifrare il ruolo di questa classe di cellule immunitarie, sperando di individuare nuovi approcci terapeutici.

Persone di riferimento per informazioni

Informazioni sulla fondazione:
Philipp Lücke
Direttore
SWISS BRIDGE Foundation
Tel. +41 (0)76 501 55 52
p.luecke@swissbridge.ch
www.swissbridge.ch

Informazioni sui progetti di ricerca:
Dr. Peggy Janich
Responsabile promozione della ricerca
Lega svizzera contro il cancro
Tel. +41 (0)31 389 93 63
peggy.janich@legacancro.ch
www.swisscancer.ch