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Lega contro il cancroPrevenire il cancroPrevenzione e diagnosi precoceFattori ambientali e cancroAltre sostanze nociveFattori ambientali e cancro

Altre sostanze nocive

Accanto ai fattori ambientali, quali ad esempio gli inquinanti atmosferici o le radiazioni, ci sono molte altre sostanze nocive potenzialmente o effettivamente in grado di arrecare danni alla salute. Molte di queste altre sostanze nocive, come i metalli pesanti e le diossine, vengono assunte attraverso le derrate alimentari e prodotti di consumo come i cosmetici. Alcune di esse sono cancerogene, ma non sempre è possibile evitare di usarle nei processi di produzione. La Lega contro il cancro raccomanda di seguire una dieta varia ed equilibrata per ridurre il rischio dovuto a prodotti eccessivamente inquinati.

Grafico metalli pesanti

I metalli ad alta densità sono comunemente denominati «metalli pesanti». In quanto oligoelementi, molti di questi metalli sono essenziali per la vita umana, come ad esempio il cromo, il rame e lo zinco. Tuttavia, in grosse quantità possono anche essere dannosi per la salute. Alcuni metalli come l'arsenico e il cadmio sono cancerogeni. I metalli pesanti vengono assunti principalmente tramite l'alimentazione. La Lega contro il cancro raccomanda di seguire una dieta equilibrata e varia.

Le diossine sono sostanze tossiche che nell’ambiente si degradano con difficoltà. Vengono generate e si diffondono nell’aria come sottoprodotti indesiderati di vari processi di combustione, e possono essere trasportate per lunghi tratti prima di depositarsi al suolo. Attraverso la catena alimentare, si accumulano soprattutto in alimenti animali ricchi di grassi, giungendo così anche nel corpo umano e minacciando la nostra salute. Alcune diossine sono classificate come cancerogene. La Lega contro il cancro raccomanda di seguire una dieta equilibrata per ridurre il rischio diossina causato da prodotti altamente inquinati.

C’è un gran numero di altre sostanze nocive (ad es. molti metalli pesanti, le diossine, ecc.) per cui sussiste il dubbio, se non addirittura la certezza, che favoriscano lo sviluppo di malattie oncologiche. L’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) classifica, ad esempio, 120 sostanze/fattori come «sostanze con sufficienti evidenze di cancerogenicità» (Gruppo 1, stato marzo 2020). Si tratta quindi di sostanze che hanno il potenziale di causare un danno (pericolo), anche se la probabilità che il danno si verifichi effettivamente nella quotidianità (rischio) dipende da vari fattori, ad esempio dalla concentrazione nell’ambiente e dalla durata del contatto intervenuto con la sostanza stessa.

Nella vita quotidiana, le possibilità di contatto con sostanze nocive esistono quasi ovunque e quindi non è possibile evitare del tutto tale evenienza. Oltretutto, per le sostanze cancerogene non vengono in genere definiti dei limiti, in quanto non esistono limiti sotto i quali si possa affermare con certezza che non c’è più pericolo per la salute. È quindi indispensabile ridurre al minimo le sostanze in questione, cioè minimizzare il rischio che esse rappresentano. Non sempre, però, è possibile evitare totalmente la presenza di tali sostanze nocive nell’ambiente, e ciò per molti motivi, come ad esempio:

  • la sostanza è naturalmente presente nell’ambiente (ad es. il radon);
  • la sostanza, nonostante i divieti, non si è ancora degradata completamente nell’ambiente oppure non si degrada autonomamente (ad es. l’amianto);
  • la sostanza viene prodotta in quantità praticamente irrilevante come sottoprodotto indesiderato di processi industriali (ad es. varie diossine).

Inoltre, esistono in natura anche sostanze che finora sono state classificate come «possibilmente o probabilmente» cancerogene e che in futuro, sulla base di nuove conoscenze, potrebbero essere incluse tra quelle «con sufficienti evidenze di cancerogenicità».

Anche se nella quotidianità esiste dovunque la possibilità di entrare in contatto con delle sostanze nocive, nella maggior parte dei casi il rischio di ammalarsi di cancro è, per fortuna, estremamente ridotto per la maggior parte di tali sostanze.

Considerato che molte di queste altre sostanze nocive possono essere presenti quasi dappertutto, ancorché in dosi praticamente irrilevanti, è difficile proteggersi efficacemente dal contatto con esse. È comunque sensato, sulla base del principio di precauzione, limitare  quanto più possibile l’eventuale contatto con tali sostanze, ad esempio:

  • seguendo una dieta varia ed equilibrata, così da ridurre al minimo l’assunzione di alimenti inquinati (ad es. contenenti diossine);
  • controllando i vari componenti dei cosmetici (ad es. per verificare la presenza di interferenti endocrini) e in ogni caso valutando prodotti alternativi.