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Lega contro il cancroPrevenire il cancroPrevenzione e diagnosi precoceFattori ambientali e cancroPrevenzione e diagnosi precoce

Fattori ambientali e cancro

Un ambiente incontaminato rafforza la salute in molti modi. Al contrario, un ambiente inquinato ha effetti negativi sugli esseri umani. Alcuni influssi ambientali sono cancerogeni, come ad esempio sostanze nocive come le emissioni diesel o il radon. Di solito, inquinanti del genere sono presenti solo in basse concentrazioni, ma agiscono spesso contemporaneamente e su un lungo arco di tempo. Oltre al cambio di abitudini personali, alcune misure strutturali, tecnologiche e politiche possono contribuire ad attenuare questi pericoli o ad eliminarli completamente.

Quali fattori ambientali favoriscono lo sviluppo del cancro?

Fate un viaggio esplorativo utilizzando questo grafico interattivo per conoscere meglio i singoli fattori ambientali e il loro potenziale di pericolo.

Nota sul grafico interattivo:
I fattori ambientali rappresentati e le fonti di sostanze nocive non sono esaustivi: possono esservi numerose singole sostanze che non sono nominate esplicitamente. Il potenziale cancerogeno dei fattori ambientali rappresentati si orienta alla classificazione dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC). L’agenzia valuta la pericolosità di un fattore, ma non il rischio effettivo che ne deriva (la probabilità) di contrarre una malattia oncologica. Il rischio effettivo di un fattore ambientale dipende dalla misura in cui una persona nella sua situazione individuale è esposta al fattore ambientale in questione.

A questa domanda non si può dare una risposta generica, poiché nella maggioranza dei casi la causa della malattia oncologica non può essere provata in modo univoco. In linea di massima, tuttavia, si può affermare che dagli anni ‘80 l’inquinamento ambientale in Svizzera si è generalmente ridotto e/o si è spostato (all‘estero). Ne è un buon esempio la qualità dell’aria, molto migliore rispetto ad appena 20 anni fa. Ciò nonostante, le persone si ammalano ancor oggi per le conseguenze dell’inquinamento atmosferico e quindi in questo ambito c’è ancora parecchio da fare. Inoltre, assieme al progresso delle conoscenze aumenta anche la consapevolezza dei pericoli, effettivi o potenziali, che i fattori ambientali rappresentano per la nostra salute.

Nella nostra quotidianità siamo esposti a molti influssi ambientali che favoriscono le nostre condizioni di salute, ma anche a molti che le danneggiano. Influssi che nella vita di ogni giorno sono per la maggior parte poco o per nulla percepibili, ma che manifestano i loro effetti a lungo termine. Questo rende molto difficile e impegnativo dimostrare tali effetti, positivi o negativi che siano. A ciò si aggiunga che l’uomo, di norma, non è esposto a un solo influsso ambientale ma a diversi contemporaneamente e che, oltretutto, tali influssi possono potenziarsi o indebolirsi reciprocamente, cosa che complica ulteriormente la dimostrazione dei loro possibili effetti.

Nel caso del cancro, oltretutto, alle conseguenze effettive o ipotetiche dei fattori ambientali si sovrappongono spesso gli effetti del proprio stile di vita (ad es. abitudini alimentari, consumo di tabacco) o dei rischi personali inevitabili (in particolare legati all’età). In conclusione, per la maggior parte delle malattie oncologiche non è possibile reperire una prova univoca della causa che le ha originate.

Spesso, in relazione agli influssi ambientali e al cancro, si parla di pericoli/potenziali di pericolo e di rischi impiegando erroneamente i termini «pericolo» e «rischio» come sinonimi. Si tratta invece di due concetti diversi:

  • Pericolo: qualcosa che ha il potenziale di causare un danno. Esempio: se si va a passeggio nel bosco durante un uragano, si è esposti al pericolo di caduta dei rami dagli alberi;
  • Rischio: è la possibilità che, trovandosi a contatto con un pericolo, si subisca un danno. Esempio: se si va a passeggio nel bosco durante un uragano, il rischio di rimanere feriti per la caduta di rami dagli alberi è notevole, ma nonostante la caduta di rami rappresenti un pericolo in sé, non si corre un rischio eccessivo di rimanere feriti se non ci si trattiene nel bosco.

I fattori ambientali (ad es. le sostanze nocive) possono quindi essere pericolosi ma nella quotidianità non costituiscono necessariamente un rischio per la salute, ad esempio perché non si è a contatto con essi o perché si sono adottate opportune misure di sicurezza.

Sostanzialmente, la Lega contro il cancro è del parere che nell’ottica del principio di precauzione si dovrebbero ridurre al minimo, per quanto possibile, la formazione e il rilascio di sostanze potenzialmente cancerogene nell’ambiente. Nel caso in cui una sostanza venga proibita, si dovrà però anche accertarsi che i prodotti alternativi siano meno pericolosi.