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«Con ogni persona lavoriamo in modo molto individuale»

Il prezzo del fumo è alto: invecchiamento precoce, minore aspettativa di vita e rischio elevato di contrarre il cancro ai polmoni. Solo in Svizzera ogni anno muoiono circa 9500 persone a causa del consumo di tabacco. Ma perché, allora, così tante persone fanno ancora un uso regolare delle sigarette? E come si riesce a bandire una volta per tutte il fumo dalla vita quotidiana? Catherine Abbühl, collaboratrice della Linea stop tabacco, sa come fare.

Secondo le stime, circa un terzo di tutte le malattie oncologiche sono da addebitare al fumo di tabacco. Perché allora ci sono ancora persone che fumano?

Catherine Abbühl: Sono soprattutto i giovani che iniziano a fumare. Con la sua pubblicità, l’industria del tabacco si rivolge proprio a questo gruppo di consumatori, assicurandosi così dei clienti a lungo termine. A ciò si aggiunga il fatto che i giovani non sono ancora molto al corrente dei pericoli derivanti dal consumo: alcuni semplicemente non sanno che si diventa dipendenti molto rapidamente. Inoltre, raramente si pongono il problema delle conseguenze del fumo sulla salute a lungo termine.

Qual è il maggior cambiamento avvenuto dalla prima telefonata nel 2005?
All’inizio il nostro numero era reperibile solo sporadicamente sugli imballaggi di sigarette. Dal 2010, lo 0848 000 181 viene stampato su ogni pacchetto e il numero di telefonate alla Linea stop tabacco è aumentato notevolmente. All’epoca chiamavano anche persone arrabbiate, che erano infastidite dalle immagini deterrenti. Oggi non succede assolutamente più. Nessuno si domanda più quale sia il senso e lo scopo di smettere di fumare. Fumare non è più la regola e gli stessi fumatori sono molto critici nei confronti del loro vizio.

Quali sono i motivi più frequenti per cui qualcuno decide di smettere di fumare?
Ai primi due posti stanno la salute e i costi. Alcuni ammettono di non poter più respirare bene, tossiscono spesso o semplicemente non sono più in grado di compiere attività sportive. Ci sono anche molti che si sentono intrappolati nella loro dipendenza, mentre altri giungono alla conclusione che i rischi per la salute sono troppo grandi. Molti sono anche infastiditi dai denti gialli o dall’odore che si attacca ai loro vestiti. E poi ci sono tutti quelli che ci vengono indirizzati dal loro medico. Alcuni di loro sono fumatori incalliti con un consumo molto elevato.

Chi si annuncia alla Linea stop tabacco?
I chiamanti provengono da tutte le fasce sociali e d’età: ci sono giovani, studenti, lavoratori, pensionati AI e anziani con le più svariate malattie pregresse e percorsi di vita. Noi ci siamo per tutti e raggiungiamo davvero un gran numero di fasce di popolazione, perché la nostra offerta è gratuita e ben consolidata, siamo facilmente accessibili e offriamo una consulenza in dieci lingue.

Un fumatore accanito chiama il numero 0848 000 181, facendo così il primo passo. Cosa può aspettarsi dalla telefonata?
Prima di tutto poniamo domande sulle sue abitudini di fumatore, sul consumo di tabacco, ma anche sulla sua motivazione a smettere. Dopodiché verifichiamo quanto sia forte la sua dipendenza dalla nicotina e dalle abitudini di vita. In seguito, pianifichiamo come smettere di fumare e le relative strategie in base ai possibili scenari di ricaduta; alcune persone si accendono la sigaretta in situazioni precise, ad esempio nei momenti di forte stress. Bisogna identificare questi rischi. Se una persona vuole smettere nei 30 giorni successivi, la seguiamo relativamente da vicino con diversi colloqui.

Cosa succede se qualcuno desidera di smettere di fumare subito?
Allora sfruttiamo il momento, ma verifichiamo anche quanto sia realistica questa tempistica. A volte non è male un po’ di preparazione, in modo da poterci ripensare ancora o anche per procurarsi qualche medicamento, come ad esempio i cerotti alla nicotina. Il supporto farmacologico è consigliato soprattutto in presenza di forti dipendenze. In questo modo gli interessati possono concentrarsi più a fondo sul cambiamento delle loro abitudini.

Quanti colloqui di consulenza ci vogliono in media per riuscire a smettere?
Sulla base dei nostri dati, sono dimostrati effetti positivi con cinque colloqui. Ma non si tratta di un valore fisso. Alcune persone ne necessitano di più, altre di meno. Il coaching è limitato a tre mesi. Lo diciamo ai clienti in modo da poter utilizzare il tempo al meglio sin dall’inizio.

Ci sono consigli che funzionano per tutti?
Con ogni persona lavoriamo in modo molto individuale e con le rispettive risorse. Per qualcuno, la meditazione può costituire una buona alternativa al fumo, mentre per altri è lo sport, le tecniche di respirazione, uno strumento musicale o il contatto sociale. Spesso i nostri clienti riprendono dei vecchi hobby.

Per molti fumatori la «pausa sigaretta» è un appuntamento fisso della loro giornata e anche un’occasione per fermarsi un attimo o per chiacchierare con qualcuno. Quali sono le alternative per occupare questi «buchi»?

Le pause sono ancora possibili e sono importanti. Si può tirare un respiro profondo e rilassarsi anche senza sigaretta. Di metodi per contrastare un’improvvisa voglia irrefrenabile di sigaretta ce ne sono parecchi. Per esempio, si può mettere sul cuore la mano che di solito tiene la sigaretta e per ogni dito pensare a una ragione per cui si vuole smettere di fumare. In questo modo si tengono occupate e distratte sia la «mano che fuma» sia la mente.

Quante sono le probabilità di staccarsi dal fumo tramite un supporto ravvicinato come quello offerto dalla Linea stop tabacco?
Secondo le nostre valutazioni, circa un terzo riesce a smettere. Coloro che ricorrono anche ai colloqui di follow-up hanno maggiori possibilità di successo. Di offerte nazionali per smettere di fumare ce ne sono in tutto il mondo, perciò ci sono molti dati che dimostrano l’elevata efficacia di queste cosiddette «quitline». Le consulenze seguono una struttura chiara, ma sono comunque molto personalizzate e di facile accessibilità.

Come reagisce se qualcuno Le confessa una ricaduta?
Le ricadute sono sempre possibili. In queste situazioni reagiamo con molta comprensione, ma contemporaneamente analizziamo con l’interlocutore i motivi della ricaduta. L’obiettivo è di riconoscere che un vecchio modello ha ripreso il sopravvento. Specialmente in una situazione di stress, a volte viene riattivato un metodo praticato per anni, ossia afferrare una sigaretta. In questo caso si tratta di sviluppare nuove tecniche per gestire lo stress. È anche interessante il fatto che spesso i fumatori sono più stressati dei non fumatori. Quando smettono lo stress cala automaticamente.

Quali sono le Sue ultime due frasi prima di accomiatarsi da qualcuno dopo mesi di consulenze?
Naturalmente mi congratulo per il successo. Per me è sempre una grande gioia vedere quanto si può cambiare in meglio dopo aver smesso di fumare; come il morale si alza e come i nostri clienti riscoprono le risorse del loro corpo. Con molte persone mettiamo a punto anche tre consigli per le loro fasi critiche. Stabiliamo quindi una specie di scheda di pronto soccorso. È importante anche trattenersi dal fumare e non concedersi qualche sigaretta di tanto in tanto. È una cosa che non funziona. Basta un tiro per riattivare la dipendenza e dover quindi ricominciare tutto da capo.

Catherine Abbühl

Dopo studi iniziali in giurisprudenza e pedagogia curativa, Catherine Abbühl ha completato numerosi corsi di formazione e formazione continua nel campo della promozione della salute e della prevenzione del tabagismo. È stata attiva per parecchi anni nella promozione della salute scolastica e aziendale, come pure nella disintossicazione dal tabacco. Ha iniziato presto a tenere corsi per smettere di fumare e terapie individuali.

Nel 2006 è entrata nella Linea stop tabacco. Dopo 14 anni di questo lavoro Catherine Abbühl dichiara: «Continuo ad essere entusiasta dal metodo che si utilizza alla Linea stop tabacco. Le consulenze telefoniche sono intense ed estremamente efficaci: si possono ottenere risultati davvero buoni in pochissimo tempo».